Salvatores: "Abatantuono disse alla figlia che ero fr***o". Poi il rapporto con Napoli

In un'intervista al Corriere della Sera il regista premio Oscar Gabriele Salvatores ha raccontato alcuni aneddoti su Diego Abatantuono.
Intervistato in esclusiva da Il Corriere della Sera, Gabriele Salvatores ha risposto così alla domanda sul legame con Diego Abatantuono: "Se lo metti in mezzo a dieci persone, tutti istintivamente guarderanno lui. Ha un talento enorme che non coltiva. Un po’ per una sua naturale pigrizia, un po’ perché è stato bollato come il terrunciello dei film. Ha presenza, carisma, sarebbe un meraviglioso Re Lear. Abatantuono è più di un amico, è un parente. Questo ricordo sintetizza più di ogni altro il nostro rapporto. Una volta, eravamo a Lucca, e portavo a scuola Marta— sua figlia, avuta da Rita l’ex moglie diventata mia compagna — che andava in prima elementare".
"Scendevamo dai tornanti, lei era assorta. Dopo un paio di curve mi fa: “Gabriele, che cosa vuol dire frocio?”. No, guarda, allora, ti spiego: frocio è una parolaccia, è un insulto. Tu puoi dire gay, omosessuale… Si tratta di uomini a cui piacciono altri uomini, è amore ed è rispettabile. Altri tre tornanti e Marta: “Gabriele, ma a te la mamma piace?”. E certo che mi piace, mi piace molto, ci sto insieme. “E allora perché papà dice che sei fr***o?” ha continuato il regista premio Oscar.
Poi il ricordo delle sue origini: "Napoli mi ha insegnato la sua grande verità, saper ridere delle disgrazie, la capacità di unire tragedia e commedia che ha alimentato il mio modo di essere e il mio cinema. Un’altra lezione è quel senso molto greco, antico, di aspettare la fortuna, di affidarsi a quel che succede: quel che sarà, sarà".








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