Salvate il soldato Napoli. Garcia demiurgo del caos, ma c'era il modo di evitarlo

Il Napoli è incredibilmente allo sbaraglio, dopo aver vinto lo Scudetto lo scorso anno. Garcia responsabile di questo caso, ma c'era il modo di evitarlo.
Sì, è vero, il Napoli si trova nella zona europea, ma è una posizione che scotta. La pesante sconfitta contro la Fiorentina ha evidenziato diversi campanelli d'allarme. La squadra azzurra è cambiata, è allo sbaraglio. Si è completamente eclissata la rosa che ha conquistato lo Scudetto, nella passata stagione. Luciano Spalletti aveva creato una macchina perfetta, i giocatori si identificavano con l'allenatore e lo consideravano una sorta di 'pater familias'.
Con Rudi Garcia, invece, il rapporto non è mai decollato e le immagini che si susseguono valgono più di mille parole: i gesti dei calciatori quando vengono sostituiti, le facce smorte in panchina e la delusione nei loro volti mentre giocano. In effetti, il tecnico francese è stato il demiurgo del caos. Il bradisismo che ha scosso il terreno del Maradona. Il suo errore è stato cercare di imporre le sue idee fin da subito quando avrebbe dovuto procedere step by step. Inoltre, è evidente che il suo approccio al calcio sia diverso da quello del tecnico di Certaldo.
Tuttavia, non si possono attribuire tutte le colpe a lui, e perché dovrebbe essere l'unico a subire l'umiliazione? La responsabilità deve ricadere anche sui calciatori, che forse avrebbero potuto sforzarsi di accogliere le richieste del mister o, almeno, non metterlo in cattiva luce in diretta televisiva e davanti al pubblico dello Stadio Maradona. Con una tifoseria appassionata come quella napoletana, è facile immaginare le reazioni che possono scatenarsi.
Al patron azzurro, il merito di aver avuto fiuto nel puntare sull'underdog Sarri e sul redivivo Spalletti, ma pure l'onere di non aver mai dato continuità alle stagioni dorate di questi ultimi, sgretolatesi sotto i colpi di piccone dei rispettivi successori, Ancelotti e Garcia, appunto.
Reiterando, così, lo stesso sbaglio commesso con Carletto: il tecnico di grido, a livello internazionale ma, forse, con l'aggravante che le motivazioni di Rudi saranno pure evaporate a suon di petrodollari.
A parte interrogarsi sul perché i rapporti con gli allenatori che hanno glorificato la storia recente azzurra debbano interrompersi così bruscamente, alternative più attigue al calcio spallettiano ve n'erano: vogliamo tralasciare Vincenzo Italiano, il cui ingaggio avrebbe significato fare un torto al collega Commisso? D'accordo! E Thiago Motta? Alessio Dionisi? Per giunta, pure a misura di budget aureliesco.
In ogni caso, don Aurelio è certamente chiamato a difendere i suoi investimenti, perché una stagione negativa potrebbe influire negativamente sul valore dei giocatori.








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