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Salvate il soldato Napoli. Garcia demiurgo del caos, ma c'era il modo di evitarlo


Lorenzo Valletta,
Pubblicato nella sezione Altre notizie
Salvate il soldato Napoli. Garcia demiurgo del caos, ma c'era il modo di evitarlo
© foto di Image Photo Agency

Il Napoli è incredibilmente allo sbaraglio, dopo aver vinto lo Scudetto lo scorso anno. Garcia responsabile di questo caso, ma c'era il modo di evitarlo.


Sì, è vero, il Napoli si trova nella zona europea, ma è una posizione che scotta. La pesante sconfitta contro la Fiorentina ha evidenziato diversi campanelli d'allarme. La squadra azzurra è cambiata, è allo sbaraglio. Si è completamente eclissata la rosa che ha conquistato lo Scudetto, nella passata stagione. Luciano Spalletti aveva creato una macchina perfetta, i giocatori si identificavano con l'allenatore e lo consideravano una sorta di 'pater familias'.


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Con Rudi Garcia, invece, il rapporto non è mai decollato e le immagini che si susseguono valgono più di mille parole: i gesti dei calciatori quando vengono sostituiti, le facce smorte in panchina e la delusione nei loro volti mentre giocano. In effetti, il tecnico francese è stato il demiurgo del caos. Il bradisismo che ha scosso il terreno del Maradona. Il suo errore è stato cercare di imporre le sue idee fin da subito quando avrebbe dovuto procedere step by step. Inoltre, è evidente che il suo approccio al calcio sia diverso da quello del tecnico di Certaldo.


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Tuttavia, non si possono attribuire tutte le colpe a lui, e perché dovrebbe essere l'unico a subire l'umiliazione? La responsabilità deve ricadere anche sui calciatori, che forse avrebbero potuto sforzarsi di accogliere le richieste del mister o, almeno, non metterlo in cattiva luce in diretta televisiva e davanti al pubblico dello Stadio Maradona. Con una tifoseria appassionata come quella napoletana, è facile immaginare le reazioni che possono scatenarsi.

Al patron azzurro, il merito di aver avuto fiuto nel puntare sull'underdog Sarri e sul redivivo Spalletti, ma pure l'onere di non aver mai dato continuità alle stagioni dorate di questi ultimi, sgretolatesi sotto i colpi di piccone dei rispettivi successori, Ancelotti e Garcia, appunto.

Reiterando, così, lo stesso sbaglio commesso con Carletto: il tecnico di grido, a livello internazionale ma, forse, con l'aggravante che le motivazioni di Rudi saranno pure evaporate a suon di petrodollari.

A parte interrogarsi sul perché i rapporti con gli allenatori che hanno glorificato la storia recente azzurra debbano interrompersi così bruscamente, alternative più attigue al calcio spallettiano ve n'erano: vogliamo tralasciare Vincenzo Italiano, il cui ingaggio avrebbe significato fare un torto al collega Commisso? D'accordo! E Thiago Motta? Alessio Dionisi? Per giunta, pure a misura di budget aureliesco.

In ogni caso, don Aurelio è certamente chiamato a difendere i suoi investimenti, perché una stagione negativa potrebbe influire negativamente sul valore dei giocatori.


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