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Salerno festeggia il rinvio dello scudetto del Napoli, risposta da applausi dei Neoborbonici


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Salerno festeggia il rinvio dello scudetto del Napoli, risposta da applausi dei Neoborbonici

Il Movimento Neoborbonico ha risposto con un post da applausi alla rivalità dei tifosi salernitani contro il Napoli che ha rinviato la festa scudetto.


La rivalità tra i tifosi della Salernitana verso il Napoli sta facendo il giro della rete, addirittura si è festeggiato al rinvio della festa scudetto degli azzurri. Il professore Gennaro De Crescenzo, presidente del movimento Neo Borbonico, ha detto la sua attraverso i suoi canali social: "In queste ore si è aperto un lungo dibattito sulla festa (solo rinviata) per il Napoli e sulla festa salernitana per quel rinvio. Due parole sul tema. L'aspetto negativo più significativo di questo scudetto è stato, finora, l'atteggiamento di una parte delle tifoserie campane e meridionali con diversi casi di odio e rancore (e invidie allo stato puro). Pur sapendo che su 119 scudetti assegnati fin dalle origini del calcio, solo 3 sono arrivati al Sud (a Napoli) e pur essendo le stesse tifoserie vittime di cori, disprezzo e razzismo sugli stadi padani, non si è avvertito un minimo senso di solidarietà o simpatia verso Napoli, ex capitale storica e capitale calcistica del Sud e, tra l'altro, per il caso-Salerno, senza che ci sia mai stata, a Napoli, alcuna rivalità storica e calcistica contro Salerno (per decenni in B o in C)". 


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Inoltre, De Crescenzo, ha aggiunto: "E così qualcuno ha impedito striscioni e feste anche a pochi chilometri da Napoli e qualcuno ha organizzato feste (tristissime) con migliaia di persone, fuochi e caroselli solo per essere riuscito a rinviare la festa napoletana, tutta roba mai capitata con gli scudetti milanisti o juventini e con i punti fatti con altre squadre (chi dice il contrario dice bugie o si vergogna di ammetterlo). E parliamo di diverse migliaia di persone,  nel silenzio degli altri e della stessa società calcistica salernitana (presidente napoletano), come se si trattasse di Bergamo o Verona, dove si sono verificati episodi simili ma dove (da 160 anni) quegli episodi te li aspetti".  


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"Sotto il profilo strettamente calcistico nessuno chiedeva ai salernitani di scansarsi ma, premesso che la situazione in classifica per la serie B è positiva, anche durante la partita l'atteggiamento è stato la conseguenza delle migliaia di tifosi granata accorsi a salutare la partenza della squadra con le maglie razziste ("Grazie a Dio non sono napoletano"): si può capire l'impegno ma si può capire meno una squadra per 90 minuti davanti alla porta, i falli, le simulazioni, l'allenatore espulso, il portiere che perde tempo, i cori nello spogliatoio... e il tutto per un (misero) punto". 

"Questa gente con le maglie razziste è vittima, come il resto dell'italia e addirittura come molti napoletani, del lavoro incessante (da 160 anni) dei media e se gli chiedete perché sono fieri di "non essere napoletani" non vi parleranno di Kvara e Osimhen ma del fatto che i napoletani "rubano, scippano, non si lavano, non portano i caschi, non lavorano, non pagano le tasse e prendono il reddito". In pratica tutto il repertorio che parte da Lombroso durante l'unificazione, passa per i bar di Bergamo (o Salerno), per i Cruciani ("a Napoli ci vorrebbe il napalm?") o i Facci ("se lavorassero come piangono"), passa per le trasmissioni di Rete4 o Striscia e arriva dritto nelle aule del governo dove (spesso estendendolo a tutto il Sud) magari tagliano i finanziamenti e creano o aggravano le questioni meridionali al grido di "inutile aiutarli, tanto rubano, scippano ecc. ecc.".

"Non pensavamo e non pensiamo a cortei festosi per lo scudetto napoletano ma se a Salerno o a Caserta, a Reggio Calabria o a Bari non c'è stato un pizzico di solidarietà o di simpatia nei confronti del Napoli, siamo di fronte ad un fenomeno significativo. È lì che dobbiamo continuare a lavorare, con i nostri simboli e la nostra storia (plurisecolare e comune, da Gaeta a Trapani) per ri-costruire un senso di appartenenza urgente e necessario che, come detto, passa dalle curve e arriva nei governi. Pensiamo davvero alla forza che, con tutte le eccellenze già presenti (Napoli incluso), potrebbe avere una Campania veramente unita e un Sud veramente unito dal senso di appartenenza. Un senso di appartenenza, del resto, che al Nord esiste, spesso si cementa nell'antimeridionalismo, diventa "partito unico del Nord" e fa arrivare magari i soldi pubblici a prescindere dalle appartenenze partitiche, leghiste o meno". 

"Io, intanto, però, con questo "clima", quest'anno forse non me la sentirò di andare a vedere le luci di Natale a Salerno come faccio da anni. Io, intanto, mi preparo a festeggiare (il doppio) questo scudetto-miracolo del Napoli fra poche ore. No, non è "solo calcio" e, GRAZIE A DIO SIAMO NAPOLETANI (E SIAMO PURE MERIDIONALI)". Ha concluso il noto professore.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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