Salemme, il retroscena su Eduardo De Filippo: "Era convinto che morissi di fame"

Il comico e attore napoletano Vincenzo Salemme ha raccontato alcuni aneddoti legati alla sua carriera e al grande Eduardo De Filippo.
Intervistato in esclusiva da Il Giornale, Vincenzo Salemme ha ricordato gli esordi da attore con la compagni teatrale di Eduardo De Filippo: "Con me aveva la dolcezza di un nonno. Quando sono entrato nella sua compagnia non avevo ancora vent'anni. Ero mingherlino. Magrissimo. Lui ne aveva 77 ed era un mito. Ma si era convinto che soffrissi la fame. Insomma che non mangiassi. Al primo passaggio in televisione mi fece dire qualche battuta, così dovettero darmi una paga da attore. E avrei avuto un pasto decente, secondo lui".
"Era severo, questo sì. Pretendeva impegno. Ma era un uomo solo. La sua era la solitudine dei grandi. Isabella Quarantotti, sposata quell'anno, e Luca, anch'egli attore, gli volevano bene. Tuttavia Eduardo è uno di quelli destinati a restare soli perché è difficile stargli vicino senza essere condizionati dalla loro grandezza" ha continuato l'attore napoletano.
Poi una battuta sui pregiudizi nei confronti dei napoletani: "Un'equazione. Se sei napoletano, sei anche un po' imbroglione. Più che altro per le conseguenze comiche di questo concetto. Qualche tempo fa mi hanno rubato il telefonino. E non ero in città. Quando l'ho detto ai miei amici mi sono sentito rispondere: Ma come, ti sei fatto fregare. Che razza di napoletano sei. Come se fosse un deterrente per i ladri".






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