Salemme: "Da piccolo avevo tic violentissimi. Eduardo De Filippo mi disse una frase"

In un'intervista a La Repubblica, l'attore e comico Vincenzo Salemme ha raccontato alcuni retroscena sulla sua vita.
Intervistato in esclusiva da La Repubblica, Vincenzo Salemme ha parlato così della sua adolescenza: "Soffrivo di una forma di timidezza patologica, avevo dei tic violentissimi, giravo su me stesso mentre camminavo, tanto che chiedevo a mia mamma di affacciarsi al balcone, così quando mi giravo sembrava che la salutassi. Papà, civilista e penalista, diceva che sarei stato molto portato. Se non fossi riuscito come attore era un mestiere che avrei potuto fare. Un avvocato in famiglia c’è, mio fratello".
Poi l'incontro con il grande Eduardo De Filippo: "Arrivai da Bacoli a Cinecittà, me lo presentò il mio amico Sergio Solli. Eduardo uscì dallo Studio 5, era una pausa della registrazione di Natale in casa Cupiello. Aveva lo scialletto sulle spalle, profumava di lino e un po’ di borotalco. Era gracile, ricordo che gli presi la mano e disse: “Non stringete”. “Diretto’” gli dissero, lo chiamavano così, “sto guaglione vorrebbe fare la comparsa”.
“No”, rispose lui “facciamogli dire qualche battuta cosi prende la paga da attore e non da comparsa”. Mi aveva visto talmente magro che pensava non mangiassi da chissà quanto tempo" ha concluso Salemme.






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