Roma, la Raggi dice 'no' alle Olimpiadi e non si presenta. Malagò furioso: "Populismo"

"Mi è dispiaciuto che Raggi non lo abbia ricordato. Questo è il punto centrale. Se non ci fosse stata Agenda 2020 nessuna città d'Italia poteva aspirare a candidarsi".
Roma nella bufera! Era previsto per oggi in Campidoglio un incontro tra il sindaco Virginia Raggi e la delegazione olimpica per la candidatura di Roma 2024. Presenti il presidente del Coni Giovanni Malagò, il vicepresidente Luca Pancalli e la coordinatrice generale del comitato promotore di Roma 2024, la schermitrice Diana Bianchedi. Il sindaco non si è presentato per un contrattempo e dopo 37' minuti di attesa tutti i presenti hanno lasciato il Campidoglio con Malagò imbufalito. La Raggi ha poi chiarito la sua posizione definitiva sulle Olimpiadi: "È da irresponsabili dire sì a questa candidatura. Ci viene chiesto di assumere altri debiti per i romani e per tutti gli italiani. Noi non ce la sentiamo. Lo sport è parte integrante del nostro programma elettorale, ma non vogliamo che lo sport sia utilizzato come pretesto per ulteriori colate di cemento sulla città”. Malagò ha replicato: "Noi non apparteniamo a nessun partito politico, non vogliamo che qualcuno ci tiri la giacca da una parte o dall'altra. Noi abbiamo avuto un mandato dal mondo dello sport. All'unanimità lo sport ha chiesto allo sport di candidarci. Non era mai successo, c'era stato sempre qualcuno in Giunta o in Consiglio Nazionale che aveva detto no o si era astenuto. Il no fa male, dispiace moltissimo, perché sono cambiate le regole del gioco, era possibile fare e farlo bene. Sbagliato mischiare i soldi spesi per i Giochi con altre spese. Il preventivo di spesa era di un decimo rispetto a Sochi 2014".
"Eravamo candidati perché sono cambiate le regole del gioco. Mi è dispiaciuto che Raggi non lo abbia ricordato. Questo è il punto centrale. Se non ci fosse stata Agenda 2020 nessuna città d'Italia poteva aspirare a candidarsi".
"Qualcuno non si informa, non legge, si parla di eredità del passato. Io mi sono informato, non parlo come altri per slogan. Ho chiamato Silvia Scozzese, commissario al debito di Roma e le chiesto conto sui debiti che Roma starebbe pagando sui Giochi del 1960, mi ha mandato una mail in cui si scopre che questa è una falsità assoluta. Si parlava di debiti commerciali, di espropri di case per costruire il Villaggio Olimpico. Qui si tratta di populismo. Se il problema sono le eventuali ruberie, mangiatoie... Noi diciamo al Comune 'Governatele voi, gestitetele voi'".







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