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Racconto da brividi di un tifoso: "Avevo 19 anni, non era un periodo facile per la famiglia. Papā e la Vespa..."

Giuliano G. nel gruppo Ultramici č stato protagonista di un bellissimo racconato in merito alla sua adolescenza da tifoso del Napoli.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

01/03/2019 20:05 - Altre notizie
Racconto da brividi di un tifoso: Avevo 19 anni, non era un periodo facile per la famiglia. Papā e la Vespa...

La passione dei napoletani per il Napoli è come noto enorme, Giuliano G. nel gruppo Ultramici è stato protagonista di un bellissimo racconto che ci piacee riproporvi: "Avevo 19 anni; non erano anni facili per la mia famiglia: qualche problema economico e molti sacrifici. L'unica cosa che mio padre non mi faceva mancare, dal primo anno di Maradona, era l'abbonamento. Diceva : "vai a vederlo, non ti perdere neppure una partita, perchè quello che vedrai sarà irripetibile". Lui non veniva con me: c'era da risparmiare; lui che aveva seguito il Napoli in trasferta con tanto di ciuccio vero in passerella, lui che aveva seguito Jeppson, Vinicio e Savoldi, ora non poteva venire e faceva andare me... Era il 14 marzo del 1989, la vigilia del quarto di finale di UEFA tra Napoli e Juventus. Con la prelazione avevo acquistato il biglietto della partita, come tutti, del resto.  Quel giorno si ruppe la vespa con la quale mi muovevo ed andavo a scuola: il meccanico ci chiese 200.000 mila lire per ripararla. Mio padre, quasi supplicando, chiese se poteva dilazionare il pagamento, riuscendo a strappare un mese per dare la cifra. "Tutto si risolve, stai tranquillo" mi disse appoggiando il braccio sulla mia spalla".

Il racconto prosegue: "Il giorno della partita mi ricordai di un amico che desiderava andare allo stadio e mi aveva offerto sempre di più per avere il biglietto. Glielo vendetti per 150.000 lire e portai i soldi a mio padre. Non avevo mai visto piangere mio padre e quella fu la prima volta. mi disse solo: "grazie...". Vidi il gol di Renica su una TV privata in diretta ed esultai con mio padre e mio fratello... che emozione. A distanza di anni, fino a quando la Vita mi ha permesso di abbracciarlo, mio padre ha sempre raccontato quell'episodio a tutti gonfiandosi di orgoglio per quello che aveva fatto suo figlio, rinunciando a quella partita. Il 15 marzo del 1989 Renica segnò uno dei gol più importanti nella storia del Napoli ed io, giovane ragazzo, realizzai uno dei gol più belli nel cuore di mio padre.  Il giorno dopo presi la Vespa pieno di gioia per il Napoli e per il ragazzino che aveva dimostrato di saper essere un uomo..."


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