Quei gesti di Sarri che in pochi hanno notato: Italia, hai una grande opportunità

Parlava e si toccava il viso, il muso, il naso, chiari "tic" dei tabagisti, quando vorrebbero fumare e non possono. Ha raccontato la sua storia, i suoi trascorsi e l'eterna riconoscenza, quasi religiosa, all'Empoli.
"Ieri sera, facendo zapping, mi fermai su Sarri al ricevimento del Premio Maestrelli. Mi ha colpito il suo imbarazzo, il modo in cui portava quel vestito, l'abbinamento della cravatta a pois sulla camicia bianca. Quella giacca che gli andava palesemente grande, ma forse proprio per questo più comoda. Parlava e si toccava il viso, il muso, il naso, chiari "tic" dei tabagisti, quando vorrebbero fumare e non possono. Ha raccontato la sua storia, i suoi trascorsi e l'eterna riconoscenza, quasi religiosa, all'Empoli".
"L'Empoli, mica l'Atalanta, molto meno. Parlava e pensavo a quel "marpione" che l'ha portato al Napoli, un genio, nonostante i suoi vituperati difetti. Chi non ne ha? Mi ha teneramente toccato il cuore il modo in cui batteva le mani, senza impostazioni formali, senza ovvietà. L'Italia calcistica ha una grande opportunità, chi vi scrive è un appassionato sopra le parti, sarebbe bello se la cogliesse per dare un volto nuovo a questo movimento devastato da vecchie trame, strategie e artifizi, specchio fedele di questi tempi; dove abbiamo messo tutti - egoisticamente - da parte la genuinità, sinonimo d'Umanità"
Gaetano Brunetti






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