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Quando Pacileo rifilò un 3,5 a Maradona: accadde di tutto! Il ricordo di un grande giornalista: "Diego..."


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Quando Pacileo rifilò un 3,5 a Maradona: accadde di tutto! Il ricordo di un grande giornalista: Diego...

L'argentino non prese bene il commento del grande giornalista il quale scrisse "Maradona dovrebbe vergognarsi".


Il 24 gennaio 2016 moriva Giuseppe Pacileo, all'età di 84 anni. Firma storica del quotidiano "Il Mattino", è stato un giornalista di grandissimo spessore culturale. I tifosi del Napoli adoravano la sua scrittura grondante di ironia, sapienza, creatività. E anche le sue pagelle, i suoi voti ai calciatori, sono passati alla storia. Proprio a proposito di pagelle, nel 1990, l’anno del secondo scudetto del Napoli, il  3,5 a Maradona dopo una partita con l'Udinese (a Udine, finita 2-2) e che comunque aveva visto l'argentino protagonista della rimonta del Napoli (suo il gol su rigore e suo l'assist per il pareggio all’ultimo minuto di Corradini). Pacileo scrisse così: “Dovrebbe vergognarsi, se sapesse che cos’è la vergogna, di andare in campo ad osservarsi la partita, quando non perde le poche palle che giuoca. Però il rigore lo mette dentro e in extremis trova il guizzo".


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Poi si legge: "Di tanto i suoi amici si dicono soddisfatti. Io gli ho aggiunto mezzo punto e domando: saranno felici anche quando il Napoli di cotanto capitano sarà terzo o peggio?”. Maradona se la prese per la parola "vergogna". Quello che successe lo raccontò poi lo stesso Pacileo in un articolo scritto per il sito www.riccardocassero.it (ricco di aneddoti e racconti): "Accadde in quel di Udine, sala stampa dello stadio "Friuli", che Franco Melli - allora inviato itinerante per il Corriere della Sera - si mettesse a sbirciare i servizi degli altri inviati. Non seguiva sempre la stessa squadra, e allora cercava conforto alle proprie valutazioni. Sbirciò anche la mia "pagella"; e spiccò un salto. L'indomani sul Corriere, ben evidenziata in un riquadro, apparve la notizia che, nientepopodimeno! un giornalista napoletano aveva affibbiato un 3,5 all'eminentissimo don Diego Maradona. A quei tempi - e temo anche oggi - si usava concedere almeno il 6 di stima ai grandi giocatori, magari nel timore che la volta successiva sfoderassero tutto il loro talento facendoti così finire sulla groppa di un maiale. Ecco come l' "evento" ebbe immediata risonanza nazionale. Il sottoscritto venne subissato di telefonate richiedenti il perché e il percome, nonché inviti a comparsate in varie televisioni. Parlai soltanto con un caro amico, Rosario Pastore, della Gazzetta dello Sport, spiegandogli banalmente che, partendo dal 2 di base, avevo aggiunto mezzo punto per la trasformazione del rigore ed un punto per il passaggio-gol. Altro per quasi tutta la partita il bravo Tiechìte non aveva prodotto, e questo mi era sembrato molto grave per un raro fuoriclasse, nonché capitano della squadra e idolo di una intera città. Il lunedì sera mi recai negli studi di Canale 34 per la trasmissione "Number One", come di consueto. Inopinatamente e casualmente prima della trasmissione vi incontrai Maradona. Costui, con volto corrucciato, mi apostrofò chiedendomi conto e ragione: "Non me importa tanto del voto, ma che le racconto alle mie figlie se me domandano di che cosa me devo vergognare? Io non me devo vergognare de niente!" e, appallottolato il foglio incriminato del Mattino, me lo lanciò contro. "Senza colpire", come scriverebbe il giudice sportivo. La partecipazione del divo mi era stata accuratamente tenuta nascosta, per cui decisi di affibbiare all'emittente un anno di squalifica, e cominciando da quella sera scomparvi dai suoi schermi. Piovvero ogni sorta di supposizioni, come minimo: "Maradona ‘a vattuto a Ppacileo!". Pacileo invece, benché non "vattuto", aveva ritenuto opportuno evitare confronti in video sgradevoli che potevano anche scendere sotto il livello dell'accettabile. Pacileo si recò invece da Pasquale Nonno, allora direttore del Mattino, chiedendogli un mutamento di incarico; giacché ogni sua valutazione successiva di Maradona sarebbe stata dai più considerata con sospetto: quello che in gergo giuridico si chiama legittima suspicione. Nonno rispose picche: "Non puoi ritirarti e dargliela vinta". Siccome il direttore era lui non mi rimase che continuare. Non molto tempo dopo il buon Tièche avrebbe dovuto vergognarsi di essere stato arrestato, a Buenos Aires, a casa sua, sempre per fatti di droga. Chissà che cosa avrà detto in quella occasione alle figlie...   N. B. La settimana prima della partita di Udine l'Italia aveva giocato a Cagliari contro l'Argentina, che ovviamente schierava Maradona. Era finita 0-0 e la prestazione del "nostro" era stata da me valutata esattamente 3,5 (evidentemente era un periodo molto "polveroso".). Quella volta però non se ne era accorto quasi nessuno". Pacileo morì all'ospedale Cardarelli. Non volle funzioni religiose.


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