Quando Maradona disse: "Nè io, nè Pelè, il calciatore più forte di tutti i tempi è El Trinche"

Tomas Felipe Carlovich, detto El Trinche, è uno dei calciatori più amati in Argentina. Maradona, Valdano e tanti altri lo ricordano con grande ammirazione.
No, non è il fratello di Zucchero Fornaciari (scrive un utente della pagina facebook "Quando i calciatori avevano facce da calciatori"), anche se a guardare la sua foto, il dubbio viene. Sembra che Diego Armando Maradona abbia più volte affermato che il più grande non è stato lui stesso o Pelè, bensì questo giocatore, sconosciuto ai più. Il suo nome? ha militato in formazioni di livello inferiore in Argentina, è addirittura difficile trovare i suoi tabellini aggiornati con le presenze e gol realizzati: tutto questo perché il successo, i grandi palcoscenici, la celebrità a lui non interessavano, avrebbe avuto troppa nostalgia del suo quartiere, del locale che frequentava dove andava a bersi una birra con gli amici... i suoi campi erano quelli periferici, polverosi, con qualche calcione di troppo e la rissa per dare un po' di colore alla giornata; il talento era indiscusso, Jorge Valdano, ma anche tanti altri, lo ha nominato spesso ed esaltato in tante interviste rilasciate: specialista nel "doppio tunnel" avanti e indietro, che eseguiva con semplicità disarmante ai danni dei malcapitati marcatori, si faceva segare i tacchetti (che detestava) pressoché a zero, dopodiché poteva giocare allo stesso modo su qualsiasi superficie.
Aveva spesso, però, atteggiamenti bizzarri sul terreno di gioco: una volta, visto che la squadra avversaria era arroccata in difesa in modo irritante, si portò sulla tre-quarti e si sedette sul pallone, in attesa che qualcuno gli venisse incontro; criticato per questo gesto all'apparenza antisportivo, si giustificò dicendo di volersi solo prendere una pausa. Alla vigilia dei mondiali del 1974, venne organizzata una partita di preparazione tra la Nazionale "albiceleste" e una selezione di calciatori tutti militanti nelle squadre di Rosario...primo tempo, 3 a 0 per i "Rosarini", lui incontenibile, devastante...l'allenatore Vladislao Cap, nell'intervallo, supplicò il suo quel giorno omologo: "Tiralo giù, per favore, ci sta facendo fare una figura da deficenti !!"... E dopo un quarto d'ora della ripresa venne accontentato, un sospiro di sollievo; avrebbe potuto benissimo essere tra i 22 della spedizione in Germania, non venne preso in considerazione....però Cesar Menotti, quattro anni dopo, lo invitò a Buenos Aires, per allenarsi coi Nazionali e valutare, eventualmente, un suo inserimento nella rosa ufficiale.. Lui partì per la Capitale, in macchina, ma lungo la strada vide un delizioso laghetto, con l'acqua limpida e azzurrissima. Nel bagagliaio aveva le canne da pesca. Accostò l'automobile, passò la giornata a pescare trote, dopodiché girò la macchina e tornò a casa....semplicemente Tomas Felipe Carlovich, detto "El Trinche"!









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