Quando lo zio di De Laurentiis vinse la causa contro Fellini: "Si prese anche la casa"

Retroscena su Dino De Laurentiis, zio di Aurelio. A raccontarlo è Filippo Ascione, ex assistente del grande Federico Fellini.
Aurelio De Laurentiis in più di qualche occasione ha riferito la seguente frase: "I contratti si rispettano, non dimenticate che mio zio Dino tolse la casa a Fellini". Ma perché si arrivò a tanto? A spiegarlo è Filippo Ascione, assistente di Fellini in “Ginger e Fred”, che ha vissuto a strettissimo contatto con lui nell’ultimo decennio di vita del regista. L'intervista è stata realizzata da Alessandro Ferrucci per il Fatto Quotidiano. Tutto nasce dal rapporto di Federico Fellini con Gustavo Adolfo Rol. "Chi è stato Rol? Un sensitivo straordinario. Con lui l’imprevedibile si tramutava in realtà. E Fellini lo raggiungeva a Torino per trovare risposte alle sue ricerche; ma c’è un territorio che non ho mai voluto frequentare: quello dell’aldilà. E l’ho evitato pure quando parlavo con Rol: lui poteva rivelarti il giorno e l’ora esatta della tua morte e c’è stato chi lo ha voluto sapere e chi no; Kennedy lo chiese”.
Poi ha rivelato il retroscena su Dino De Laurentiis (zio di Aurelio). "A quale film ha detto di no? A uno prodotto da De Laurentiis sull’aldilà; (cambia voce) Federico inizia a girarlo e si ammala, entra in ospedale, gli danno un mese di vita; si salva solo perché un suo vecchio amico, medico generico, lo va a trovare e capisce che il problema era una semplice allergia a un farmaco. Poi tramite Dino Buzzati conosce Rol e gli consigli di mollare il film. Finiscono in causa e Fellini perde tutto".






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