Quando finirà il petrolio? Il progetto degli arabi che guardano anche Napoli

Ogni giorno che passa arrivano novità dall'Arabia Saudita dove i ricchi club provano a comprare le star del calcio a suon di milioni.
Si parla ormai da decenni di transizione ecologica ed energetica che, per ovvie ragioni, contiene una domanda cruciale: quando finirà il petrolio? Esistono diverse teorie che danno una risposta a questa domanda. Il tema dell’esaurimento delle fonti fossili è ormai antico, proposto già alla metà del secolo scorso con sguardo rivolto alle fonti rinnovabili. Marion K. Hubbert, geofisico statunitense, formulò nel 1956 la teoria che da lui ha preso il nome in base alla quale, sintetizzandola con l'"accetta", si evince che avremo riserve di petrolio fino al 2065. Come si legge su energycue, ci sono molte statistiche che fanno il punto sulle riserve accertate di petrolio. Nel 2019 il rapporto Statistical Review of World Energy della British Petroleum ha stimato riserve pari a 1.733,9 miliardi di barili. In quell’anno il consumo globale è stato di circa 35,9 miliardi di barili. Se le riserve e i consumi restassero gli stessi, avremmo petrolio per altri 50 anni prima di esaurirlo.
Diverse innovazioni tecnologiche hanno già permesso nel tempo di migliorare l’attività estrattiva. Ad esempio, l’estrazione del bitume, che è un petrolio molto viscoso, ha aumentato in maniera significativa le riserve accertate, soprattutto in Canada. Anche la tecnica del fracking è valida per ottenere un aumento delle riserve.
In base alle attuali conoscenze, in relazione ai dati dell’OPEC, insieme a quelli della British Petroleum e dell’ Energy Information Administration (EIA) suggeriscono come data di riferimento, come detto, il 2065. Va da sè pensare che il periodo del petrolio arabo sia quasi al tramonto, soprattutto dopo quanto accaduto sul versante dei prezzi durante il covid-19. Ecco perché gli sceicchi, secondo i grandi economisti, stanno diversificando gli investimenti: il "nuovo petrolio" sembra essere proprio il calcio, il "gioco" più popolare al mondo che difficilmente si "esaurirà".
Ricchi investimenti, l'ultimo mondiale vinto dall'Argentina di Messi, l'arrivo di stelle attempate, ma anche l'acquisto di club come il PSG, il Manchester City e tentativi naufragati per altri club/città: è un modo per mettere insieme i pezzi ed iniziare attraverso il calcio progetti "politici" in città importanti tra turismo, opere pubbliche e nuovi indotti. Napoli, da tempo, piace soprattutto per le sue bellezze naturali in chiave turistica (Capri, Ischia, Procida, costiera amalfitana e sorrentina...) e per la passione dei tifosi. Ma non ci sono ovviamente solo gli arabi: anche i fondi americani hanno da tempo mire espansionistiche. Per tanti la speranza è che imprenditori come De Laurentiis possano avere eredi per dare consentire al calcio, o meglio, al pallone, di conservare una sua natura magica oltre ogni tipo di business sfrenato. Non sarà facile...






ITALIANO al NAPOLI, ci siamo: quando si chiude, budget e acquisti
ESCLUSIVA - Nuovo allenatore Napoli, le richieste di Italiano
Napoli, nuovo allenatore e pagelle di fine stagione
Primavera, Napoli retrocesso: ricordi le parole di Benitez e Conte?
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it


