Elmas, quanto sono stati ingiusti nei tuoi confronti... e Conte (addirittura) lo "santifica"
Sapete quando un giocatore riceve attacchi gratuiti e senza un minimo senso logico? È il caso di Eljif Elmas.

Ci sono momenti nel calcio in cui un giocatore diventa bersaglio di critiche gratuite, spesso sproporzionate rispetto a quanto dimostra in campo. È il caso di Eljif Elmas. In situazioni del genere, il silenzio è oro. A Napoli, del resto, un calciatore che dimostra un amore così sincero per la maglia azzurra merita rispetto a prescindere. E quando a questo sentimento si aggiunge anche la qualità tecnica, il discorso dovrebbe essere ancora più semplice.
Ciò che sorprende, invece, è la leggerezza con cui il macedone viene spesso valutato. Si dà quasi per scontato un aspetto che, nel calcio moderno, è tutt'altro che banale: la capacità di ricoprire più ruoli con naturalezza. Quanti giocatori sono davvero in grado di farlo con continuità? Elmas possiede un'intelligenza tecnico-tattica superiore alla media, unita a una professionalità rara e a una grande affidabilità fisica, soprattutto in una stagione segnata da continui infortuni.
Eppure non sono mancati giudizi severi: c'è stato chi lo ha definito inconcludente, chi ha sostenuto che non fosse "da Napoli", chi ha sottolineato la sua presunta difficoltà nel trovare la via del gol. Critiche che spesso hanno ignorato il contributo silenzioso ma costante che il classe 1999 garantisce alla squadra. Antonio Conte, pur tra alti e bassi di una stagione complessa, ha sempre ribadito un concetto molto chiaro: nel calcio conta vincere, non chi segna. "Che importa chi segna? Può segnare anche il portiere, l'importante è vincere", ha ripetuto più volte il tecnico.
Alle critiche, Elmas ha preferito rispondere nel modo più semplice: con il campo. Il gol realizzato contro il suo ex Torino è stato l'ennesimo segnale della sua utilità, ma il vero valore del macedone resta il lavoro oscuro che svolge ogni settimana: sacrificio, disponibilità tattica, sostegno ai compagni nei momenti più complicati.
Senza mai una polemica, senza mai una parola fuori posto. Non è un caso, dunque, che lo stesso Conte lo abbia definito con un soprannome eloquente: "Sant'Elmas".
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