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Plusvalenze, tanto rumore per nulla. Il Napoli rischia in un solo difficile caso

Nella giornata di oggi è "scoppiata" la notizia di una richiesta della Procura di approfondire il caso plusvalenze relativo al Napoli. Ma cosa rischia davvero il club azzurro?


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

19/02/2025 14:29 - Altre notizie
Plusvalenze, tanto rumore per nulla. Il Napoli rischia in un solo difficile caso
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Nella giornata di oggi, nel bel mezzo dello lotta Scudetto, è "scoppiata" la notizia di una richiesta della Procura di approfondire il caso plusvalenze relativo al Napoli. Nel mirino ci sarebbero le operazioni condotte dal club di Aurelio De Laurentiis relative a Manolas e Osimhen. Il sito Calcio e Finanza prova a fare ordine sulla vicenda.

Cosa succederà ora? Va innanzitutto ricordato che sull’operazione Victor Osimhen, la giustizia sportiva aveva già avviato accertamenti. Nell’aprile del 2022 è arrivato però il proscioglimento nei confronti sia del club che si è laureato Campione d’Italia nel 2023, che dello stesso De Laurentiis. Al primo round, il Tribunale Federale Nazionale aveva prosciolto i club e gli amministratori deferiti.


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L’appello presentato alla Corte Federale d’Appello era stato inoltre respinto e da lì si è arrivati alla richiesta di ricorso per revocazione. In quel caso, però, il Napoli non era stato incluso tra i club deferiti. Questo perché, trattandosi di un ricorso per revocazione, erano necessarie circostanze straordinarie tali da far riaprire il caso. Circostanze che sono emerse invece per la Juventus e che portarono poi alla penalizzazione di 10 punti in campionato.

In quella occasione, al Napoli e al suo presidente Aurelio De Laurentiis furono contestate violazioni degli articoli 4, 6 e 31 del Codice di Giustizia Sportiva. I primi due riguardano rispettivamente il rispetto «delle norme federali e dei principi della lealtà, della correttezza e della probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva» e la responsabilità delle società per l’operato dei dirigenti.

L’articolo 31 è invece incentrato sull’illecito amministrativo: «Costituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva, dalla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche (COVISOC) e dagli altri organi di controllo della Federazione nonché dagli organismi competenti in relazione al rilascio delle licenze UEFA e FIGC, ovvero il fornire informazioni mendaci, reticenti o parziali. Costituiscono altresì illecito amministrativo i comportamenti comunque diretti a eludere la normativa federale in materia gestionale ed economica nonché la mancata esecuzione delle decisioni degli organi federali competenti in materia».

Cosa rischia il Napoli? Il fatto che si arrivò a un’assoluzione non significa che non si possa riaprire un “caso Napoli”, cosa che accadrebbe soltanto però nel caso in cui dovessero emergere, per il Procuratore federale Giuseppe Chinè, nuovi elementi concreti sull’operazione Osimhen. Come sono emersi nel caso della Juventus, con intercettazioni a corredo del quadro accusatorio della Procura di Torino. Infatti soltanto qualora vi fossero novità ritenute “rilevanti” per quanto riguarda le indagini, rispetto ai documenti sui quali la Procura FIGC ha preso la sua decisione nell’aprile 2022, queste potrebbero portare alla riapertura del caso anche in ambito sportivo.

Il Napoli quindi soltanto in questo caso potrebbe così essere deferito e a quel punto – in base alle violazioni contestate – i partenopei potrebbero anche rischiare una penalizzazione di qualche punto in classifica anche a campionato in corso, una situazione analoga a quella capitata alla Juventus un anno fa. Ai bianconeri furono detratti 10 punti in classifica, ma nel loro caso fu contestato un ricorso sistematico al sistema delle plusvalenze, mentre per il Napoli si tratta di due operazioni finite sotto la lente.

La palla passa dunque a Giuseppe Chinè, che dopo aver eventualmente chiesto gli atti li esaminerà per capire se ci siano elementi nuovi che possano portare a una riapertura del caso. Soltanto in questo caso il Napoli rischierebbe nuove sanzioni a livello sportivo, dopo l’assoluzione sulla vicenda arrivata la prima volta nel 2022. Ma al momento sembra molto difficile, se non impossibile. Tanto rumore per nulla da parte della stampa del Nord...


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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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