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Pastore: "Napoli, dobbiamo esultare? Una domanda agita il mio sonno: ho paura"

Rosario Pastore, giornalista, ha commentato il sofferto successo del Napoli sul campo del Braga.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

21/09/2023 01:20 - Altre notizie
Pastore: Napoli, dobbiamo esultare? Una domanda agita il mio sonno: ho paura
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Rosario Pastore, giornalista, in passato firma de La Gazzetta dello Sport, ha analizzato la vittoria del Napoli in Champions contro il Braga. Questo il suo post: "Fatemi capire: dobbiamo festeggiare per questa vittoria contro un avversario che è al livello di una discreta squadra di serie B? Dobbiamo essere contenti perché, delle quattro italiane, il Napoli è l'unica ad aver vinto? Dobbiamo esultare ricordando in quali ambasce abbiamo giocato la ripresa, dopo un discreto primo tempo, quasi sempre in balia dei portoghesi e seguendo sbigottiti la prestazione mediocre di due giocatori che sono nei 30 nominativi in ballo per il Pallone d'Oro? Personalmente, sono avvilito. Questa è la brutta, bruttissima copia di quella squadra che appena qualche mese fa aveva dominato il campionato italiano ed era stata ammirata dal calcio mondiale. Quel drappello d'uomini che si batteva con una passione incredibile, aggredendo l'avversario con un pressing asfissiante, al punto dal fargli perdere la testa ed indurlo all'errore". 


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Poi ha aggiunto: "Ma riuscite a richiamarlo nella vostra mente, il Napoli di stasera? Quella serie interminabile di passaggi, senza mai un'idea, una qualsiasi ispirazione, una iniziativa decente. Quando il Braga ha pareggiato, ho invocato a me stesso un augurio di impossibile realizzazione, purtroppo: aridatece er puzzone, restituiteci quel tecnico che, chissà perché e percome, dopo il trionfo e dopo essersi tatuato il simbolo del Napoli sul braccio, aveva deciso improvvisamente di aver bisogno di riposo, di un anno sabbatico. E che poi se ne è andato ad allenare la Nazionale. Vabbè, avete ragione, questo è il passato, è inutile rivangarlo. Ok".


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Infine ha concluso: "Ma il guaio è che ho una paura maledetta del futuro, il terrore che non ci sarà più un micidiale autogol a regalarci una vittoria che, checché ne pensiate, continuo a ritenere immeritata. Per favore, nessuno mi venga a dire che a caval donato non si guarda in bocca. Perché di cavalli sdentati così ne faccio volentieri a meno. Fra l'altro, mi chiedo: ma all'interno dello spogliatoio è tutto tranquillo? Possibile che professionisti che hanno avuto un maestro come Spalletti si accontentino di quello che ora gli offre il convento? E' una domanda che, non so per voi, sicuramente agiterà il mio sonno".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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