Pastore: "De Laurentiis fece una promessa, non l'ha mantenuta. Senso di nausea"

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni, prontamente commentate dal noto giornalista napoletano.
Rosario Pastore, giornalista, in passato prima firma de La Gazzetta dello Sport, ha commentato le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis rese alla stampa quest'oggi. Queste le sue parole: "La verità è che mi sta abbandonando la voglia di commentare, discutere o criticare quello che continua a raccontare imperterrito il presidente del Napoli. La verità è che ogni giorno di più aumenta il senso di nausea, lo sconcerto, anzi, no, la rabbia per come un patrimonio di amore verso la nostra squadra venga mortificato, calpestato, tramortito da questo signore. Che appare preso sempre più da se stesso e dalle proprie incredibili convinzioni. Personalmente, ho capito pochissimo dalle ultime esternazioni "regalate" nel pomeriggio, prima della conferenza stampa di Walter Mazzarri".
Poi ha aggiunto: "Avrebbe dovuto spiegare, come da promessa ai giornalisti, i motivi dei suoi errori, e non lo ha fatto. Ci sono stati i soliti pianti e le solite accuse ai cattivoni che non vogliono regalare i giocatori al Napoli ma pretendono il giusto prezzo. Non ha però chiarito per quale motivo, dopo una storica conquista dello scudetto, siano stati proposti ai giocatori non meritati premi bensì rinnovi di contratto, alla scadenza di quelli attuali, fortemente ridotti, quasi che quel traguardo appena tagliato fosse da punire. Con la conseguenza che i riottosi, come Zielinski e Demme, sono stati subito messi in riga, uno con l'esclusione dalla lista Uefa, l'altro addirittura anche dalla rosa. Due diktat del tutto incomprensibili e, lasciatemelo dire, che possono rivelarsi estremamente dannosi. E parlo innanzitutto del polacco, anche se sono d'accordo con quanti ricordano la professionalità dell'italo-tedesco. E' vero, lui non lo ha detto, ma ci sono state eccezioni, come quella riguardante Politano, che per i prossimi tre anni prenderà un ingaggio tutt'altro che disprezzabile. Beato lui che deve avere un agente davvero in gamba. Chiarisco, assolutamente niente contro l'ex interista ma perché, viene da chiedersi, dividere i giocatori in figli e figliastri? Ma il presidente ha voluto entrare anche in altri particolari. Così che è apparso contrario, per esempio, oltre alle telecamere negli spogliatoi (e qui si può essere totalmente d'accordo) alle interviste post-partita. Lo so, lo sappiamo tutti che il suo ideale sarebbe un gruppo di professionisti completamente muto e la sua predilezione per i silenzi-stampa, imposti appena possibile, è stranota".
Infine ha concluso: "Vorrebbe rimandare ogni contatto giornalisti-giocatori al lunedì, quando le acque si sono calmate e quando, magari, sono arrivati "suggerimenti" precisi su quanto dire e quanto tacere. Certo, ha detto altre cose, secondo me di nessunissima rilevanza o buone solo per lanciare eventuali avvertimenti. Che dire? Domani è quella santa giornata, direbbe Concetta del "Natale" eduardiano e aspettiamo la decisiva rinascita del Napoli. Fiduciosi, come sempre e anche questo fa parte del carattere di noi napoletani. Del presidente se ne riparlerà, con calma, al momento giusto. Quella qualificazione Champions che, come efficacemente ha scritto qualcuno, questo Napoli, con i giocatori che ha, potrebbe agguantare anche in ciabatte, è ancora alla portata. In culo alla balena, Napoli. A prescindere da tutto".






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