Pastore contro Spalletti: "Brivido lungo la mia schiena, ha risposto nel peggiore dei modi"

Il giornalista partenopeo Rosario Pastore ha messo in evidenza l'uscita di Luciano Spalletti rievocando un retroscena storico su Peppino Pacileo.
Rosario Pastore, firma storica del giornalismo sportivo napoletano, attraverso il suo profilo Facebook, attacca apertamente l'allenatore del Napoli Luciano Spalletti dopo le parole rilasciate ieri a margine della presentazione della squadra partenopea in quel di Dimaro: ""Fatelo star zitto". Devo confessare che mi è corso un brivido lungo la schiena quando ho visto (e sentito) Luciano Spalletti mentre pronunciava questo ordine in quel di Dimaro. Un tifoso stava manifestando il suo dispiacere dopo che, nella lista dei partenti ed "epurati", l'allenatore del Napoli aveva inserito anche il nome di Dries Mertens. Una reazione che definire legittima è anche poco. Ma alla quale il tecnico ha risposto, secondo me, nel peggiore dei modi, richiamando regimi che, per nostra fortuna, sono definitivamente morti, a meno che il masochismo del popolo italiano non li richiami in vita nelle prossime consultazioni politiche. Dite che esagero? E no, cari amici. In un periodo in cui giustamente vengono richiamati quei genitori che adottano misure un po' troppo rigide nei confronti della figliolanza, vedere un uomo (per di più calvo, come era "quello là") dare ordini perentori da un pulpito, ordinando senza mezzi termini di tacitare il contestatore, ebbene, non ha suscitato in me una bella impressione".
Inoltre, Pastore, aggiunge: "Ricordo che un giorno di tanto tempo fa, il maestro Peppino Pacileo, parlando delle turbolenze di una parte della tifoseria (per i distratti, certe cose ci sono sempre state) contro la conduzione ferlainiana del Napoli, turbolenze guidate dal caro Gennaro Montuori, capo degli ultrà e detto Palummella, scrisse di "truppe palummate". Con chiaro riferimento alle truppe cammellate di mussoliniana memoria nella novecentesca guerra d'Africa. Una intelligente e divertentissima definizione. Mi chiedo come definirebbe oggi, il grande Pacileo, le truppe che sono state scatenate contro i contestatori. Dovunque vi girate, trovate potenti diatribe tese a mettere a posto coloro che non sono assolutamente d'accordo con quanto sta accadendo. E così le accuse di tradimento alla vera essenza dell'essere tifosi (che, a quanto pare, dovrebbe consistere solo nel credere, obbedire, combattere e, soprattutto, tacere, anche davanti alle decisioni più cervellotiche). E l'invito perentorio secondo il quale i critici dovrebbero rivolgere la propria passione verso un'altra squadra, preferibilmente del Nord. Posizioni ovviamente risibili. Ma che stanno diventando sempre più frequenti".
"Ebbene, tornando a Spalletti, spero che l'uomo abbia compreso che certi atteggiamenti non si confanno a chi con gli altri deve dialogare, senza mettersi a dare ordini. E infatti, una marcia indietro c'è stata quando ha ammesso che, senza l'appoggio dei veri tifosi non si va da nessuna parte. E men che meno verso quegli obiettivi che, molto imprudentemente, il suo presidente ha indicato e che lo stesso tecnico si è affrettato a ridimensionare. Fermo restando, e quelli che vogliono dare lezioni sappiano una volta per tutte, che se certi traguardi dovessero essere raggiunti, i più felici sarebbero proprio coloro che oggi cercano, anche se non specialmente con i loro appunti critici, di appoggiare con occhi aperti una squadra che amano appassionatamente". Ha concluso Rosario Pastore attraverso il suo profilo Facebook.








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