Parodi: "Io e Paolo Brosio eravamo i pennarellisti di Emilio Fede, sfuriate inconcepibili"

Cristina Parodi ha raccontato i suoi inizi nel mondo del giornalismo quando con Paolo Brosio sottolineava le agenzie per Emilio Fede.
La popolarissima Cristina Parodi, volto noto dei telegiornali di Mediaset, si è raccontata attraverso un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, rivelando alcuni retroscena sui suoi inizi: "Erano gli anni Novanta, le donne che parlavano di calcio funzionavano. C’era Antonella Clerici, dopo arrivarono Alba Parietti, Simona Ventura. A me, che ero innamorata del tennis, del calcio non importava nulla: l’ho dovuto imparare comperando la Gazzetta dello Sport tutti giorni e studiandola".
C’era maschilismo? "No, anzi ero circondata da grandi maestri come Maurizio Mosca che mi hanno sempre aiutata e stimata. Mi ponevo come una che voleva imparare, non ho mai fatto la seduttiva per avere più spazi. Ero seria e impegnata: il giornalismo sportivo ti insegna che le persone che ti seguono sono le più attente del mondo, quindi non puoi sbagliare".
Sulla gavetta, aggiunge di averne fatta: "Moltissima. Quando a Mediaset sono arrivate le news mi sono candidata: debuttai alla conduzione con Emilio Fede, un uomo affettuoso e geniale, ma certe sue sfuriate per me erano inconcepibili. Io e Paolo Brosio eravamo i pennarellisti: avevamo due scrivanie fuori dal suo ufficio e gli sottolineavamo le agenzie che uscivano, lui non era certo tipo da stare al computer".






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