Paolo Rossi, Maradona e i paragoni di cattivo gusto: che squallore, 'a morte è una livella!

Sono risultati davvero squallidi i paragoni forzati tra l'uomo Rossi e l'uomo Maradona, due fuoriclasse eterni che bisognerebbe solo commemorare nel silenzio.
Nemmeno la morte ferma la retorica, anzi quasi la alimenta in questo mondo ipocrita di buonismo e patetici mi piace. E' capitato che nella settimana della scomparsa di Paolo Rossi, compianto campione silenzioso, ricordato da tutti per la sua signorilità, la pacatezza, i modi gentili, ma soprattutto i gol al Mondiale di Spagna del 1982, spesso si sono fatti paragoni poco gradevoli con Diego Armando Maradona. Due identità, origini, estrazioni sociali, contesti, calciatori, professionisti, uomini completamente differenti.
In tanti hanno forzatamente voluto evidenziare la grazia dell'uomo Rossi, capziosamente, cercando di bistrattare quello che è stato l'uomo Maradona. Ma il paragone forzatissimo e di cattivo gusto, non ha fatto altro che qualificare le persone in questione. Paolo Rossi e Diego Armando Maradona sono stati due campioni del tutto diversi, in ogni piccola sfaccettatura. Pablito piangeva a singhiozzi quando ha saputo della scomparsa di Diego, e questo è l'aneddoto più bello che distrugge le polemiche inutili dei soliti noti. Come diceva Totò, 'a morte è una livella...








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