"Paolo Ascierto è juventino", ironia sui social. Il noto oncologo non ha mai nascosto la sua "fede"

Il noto oncologo è tifoso della Juventus e fu lui stesso a raccontare come è nata la sua passione per i bianconeri.
Paolo Ascierto, capo dell'unità d’immunologia clinica dell’ospedale Pascale di Napoli, che è diventato famoso in tutto il mondo per aver utilizzato il farmaco Tocilizumab per arginare i danni ai polmoni prodotti dal nuovo coronavirus, è tifoso della Juventus. E sui social, ovviamente, non è mancata l'ironia di tanti tifosi del Napoli ("non fa niente, lo perdoniamo", si legge). Non è mancato chi ha messo in dubbio la fede "bianconera" del noto oncologo ("non credo sia vero, è una bufala", scrive qualcuno), ma in realtà lo stesso Ascierto non l'ha mai negata. Anzi, ai microfoni del quotidiano Il Mattino, qualche mese fa, il medico specializzato ad altissimo livello nella cura del melanoma lo ha sottolineato con orgoglio. Ecco alcuni passaggi dell'intervista: "Perchè juventino? Vengo da una famiglia di nerazzurri, mio padre mi ha trasmesso la passione per il calcio, quando guardava l’Inter di Jair, Sandro Mazzola, Mario Corso e Roberto Boninsegna. Gennaio 1971: partita Catanzaro-Juventus, all’epoca non si vedevano i calciatori esultare in modo esagerato come accade invece adesso".
Risultato? "Nella mente di un bambino scattano meccanismi strani…".
Ossia? "In quella partita la Juve perse 1-0 con gol di Angelo Mammì che, nell’esultare, fece un giro di campo a mani alzate: questo gesto mi diede talmente fastidio che decisi in quel momento di tifare per gli avversari, pensando che fossero più deboli e che erano stati umiliati".
E invece… "Quell’anno la Juve vinse lo scudetto nell’ultima giornata di campionato. Ai miei figli ho trasmesso io la passione, soprattutto al secondogenito. Invece, mia moglie è juventina perché da giovane le piaceva Antonio Cabrini. Sarri ha tradito Napoli? No. Nella storia del calcio di sicuro non è stato e il primo e non sarà l’ultimo. Basti pensare a José Altafini, Dino Zoff, Ciro Ferrara, Fabio Cannavaro, Fabio Quagliarella, Gonzalo Higuain e per finire Marcello Lippi. Semmai, ci vuole più accortezza nei gesti e nelle parole, quando si fa parte di un club. Forse è questo che dà fastidio ai tifosi del Napoli: i proclami disattesi. Ma il calcio è così, bisogna accettarlo".









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