Panatta: "Non capisco questa forma di razzismo". Poi il retroscena su McEnroe

In un'intervista a Propaganda Live, l'ex campione del tennis, Adriana Panatta, si è sfogato sull'esclusione dei tennisti russi dai tornei del Grande Slam.
Ospite di Propaganda Live su La7, Adriano Panatta si è espresso senza peli sulla lingua sulla questione esclusione dei tennisti russi: "Wimbledon e Roland Garros sono tornei individuali, nessuno rappresenta la propria nazionale. Ci sono dei ragazzi che hanno il torto di essere russi? Andiamo a colpire così le persone. Loro non sono la Russia. Rublev è un ragazzo che gioca a tennis e ha dichiarato di essere contro la guerra. o credo che le persone non vadano mai colpite. Colpire le persone è anche una forma di razzismo".
"Se sei russo non puoi fare il tuo lavoro?. Ci vuole coraggio a fare queste cose qua. Tutti hanno parenti e amici in Russia, e lì non sono tanto teneri, non mi sembra che ci sia grande democrazia" ha sottolineato l'ex tennista.
Poi un divertente episodio legato a John McEnroe: "Eravamo a Parigi per una partita di doppio e lui aveva diciotto anni. Ho avvertito di Bertolucci di quanto fosse forte. Ho vinto il sorteggio e ho scelto la risposta, lui mi ha chiesto se fossi sicuro perché avrebbe servito lui. Nel primo game ci ha rifilato tutti aces e Paolo mi chiese cosa dovessimo fare per fermarlo. Alla fine hanno vinto loro".








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