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Pagellone 2015, Napoli sulle montagne russe: trionfano Higuain e Reina. Sarri show. De Laurentiis ed il solito dilemma


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Pagellone 2015, Napoli sulle montagne russe: trionfano Higuain e Reina. Sarri show. De Laurentiis ed il solito dilemma

Dalla delusione per il quinto posto ai vari sogni toccando ferro.


Il nuovo anno è iniziato da poche ore, è tempo di bilanci a cuor leggero, tra un brindisi e l'altro, gettando un occhio all'album dei ricordi (seppur recenti) e un altro ai sogni, a ciò che verrà. Il 2015, per il Napoli, si è chiuso in crescendo dopo la parentesi poco felice del mancato approdo in Champions. Proviamo a dare i... numeri!

Reina 8 – Tornato a Napoli dopo l'esperienza al Bayern Monaco, il portierone spagnolo ha dimostrato di essere importante anche quando... non c'era. Leader, innamorato di Napoli, garanzia e sicurezza per i compagni e per quelli che eventualmente vorranno vestire la maglia azzurra. Parate da fuoriclasse, parole da capitano autentico: che campione!


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Gabriel 6 – Apparizioni in Europa League tra luci e ombre dopo l'ottima stagione al Carpi. Le qualità di base non si discutono, ma non ha ancora confermato di poter essere considerato il sicuro erede di Reina tra qualche anno.

Rafael 5 – Si esalta nella notte di Doha (ma eravamo ancora nel 2014) contro la Juventus in Supercoppa, ma è l'unica nota lieta di una stagione tribolata in cui si macchia di clamorose papere che fanno perdere punti e certezze al Napoli. Andujar (5,5) gli soffia il posto e nemmeno lui riesce ad imporsi pur facendo leggermente meglio, all'inizio, prima di naufragare anche lui in un mare di errori.

Hysaj 7 – Un inizio difficile per lui, Sarri decide di dirottarlo a sinistra: le prestazioni sono opache. Poi viene provato nel suo ruolo naturale e la musica cambia: grinta, corsa, determinazione, efficacia nelle due fasi. Un acquisto straordinario. Classe 94, il futuro è tutto suo.

Maggio 6 – Strappa tre anni di contratto, ma perde il posto per l'esplosione di Hysaj. La spinta e la freschezza atletica sono quelle di sempre, così come quella di sempre è la difficoltà tecnica nell'ultimo passaggio e in qualche movimento difensivo. Nel complesso conferma le sue doti di leader nello spogliatoio.

Albiol 7 – Un anno non all'altezza delle sue indiscutibili qualità, ma negli ultimi mesi, da quando Sarri è riuscito a motivarlo e a metterlo in sesto, è tornato ad essere un vero e proprio pilastro della squadra. Rigenerato!

Koulibaly 7,5 – Benitez lo volle fortemente e subito fece capire che lo spagnolo aveva ragione a spingere per il suo acquisto. Poi un lento declino fino a scivolare in panchina con Britos (voto 5,5) a rilevarne il posto in campo. Con Reina alle spalle e con Albiol rigenerato, anche Kalidou è tornato a riveder le stelle. Ora è ambito da grandi club, ma il Napoli non lo molla.

Chiriches 6,5 – Arrivato in sordina, ha conquistato tutti per la sicurezza in marcatura e in anticipo e per le notevoli qualità tecniche e aeree. Si può considerare un co-titolare affidabilissimo, e noi vi avevamo avvertiti che i tifosi azzurri si sarebbero innamorati di lui.

Luperto sv – Ha trovato poco spazio fino ad ora, ma il suo 2015 è positivo per gli esordi ad alti livelli. Probabile che vada via per crescere, ma il "piccolo" Albiol può solo migliorare.

Henrique 5 – Dopo aver dimostrato poliedriche caratteristiche difensive e in mediana, è a poco a poco finito nel dimenticatoio dopo l'addio di Benitez. Con Sarri non ha mai giocato, in generale non si è mai distinto per rapidità e brillantezza. L'addio è ormai scritto. Nel complesso la sua avventura partenopea non può dirsi del tutto soddisfacente.

Ghoulam 7 – Con Benitez in panchina era spesso in affondo e, del pari, poco a suo agio nei ripiegamenti. In difficoltà ad inizio di stagione, sembrava sicuro partente. Poi ha ritrovato una maglia da titolare, la fiducia di Sarri e l'equilibrio a tutta fascia. Ora il mister toscano difficilmente riesce a fare a meno di lui. Da ritrovare la brillantezza nei cross e qualche rimedio ai movimenti difensivi, ma la strada è quella giusta.

Strinic 6 – E' il perfetto alter ego di Ghoulam pur avendo caratteristiche diverse. Negli ultimi tempi ha mostrato grande scioltezza negli impegni di Coppa, e la voglia di giocare di più ha alimentato voci di mercato. Ma difficilmente si muoverà.

Allan 7,5 – 3 gol e tanti assist, ma soprattutto un moto perpetuo in mediana che ha garantito al Napoli solidità e imprevedibilità. Un mastino dotato di classe, senso del ritmo e soprattutto di un carattere da combattente vero. Il miglior acquisto del Napoli: Reina è un ritorno, Hysaj una sorpresa futuribile.

Lopez 6- – Non ha le caratteristiche nè di Hamsik nè di Allan. Per Sarri è l'unica vera alternativa in mediana, ma con lui in campo c'è una sola certezza: quando è al top garantisce consistenza e schermo. In un organico ampio ci può stare, ma in giro c'è di meglio. E lo stesso vale per l'ex Gargano al quale diamo un 5,5.

Jorginho 7 – Da spaccalegna con Benitez a falegname creativo con Sarri. Ora studia da geometra e non è escluso un futuro da architetto. Per ora il brasiliano si gode la rinascita, i complimenti degli addetti ai lavori ed un rinnovo di contratto importante: resterà in azzurro fino al 2020, il futuro è tutto suo.

Valdifiori 6- – Un Mirko dai due volti dopo aver perso il posto da titolare: bene in Europa League, meno bene in campionato. Ha sofferto le prime gare e la preparazione, ma le sue qualità tecniche non si discutono. Da capire se a gennaio resterà o meno.

De Guzman 5 - Una bella azione in affondo contro la Juventus (datata 2014) prima del cross vincente per Higuain e poco più. Poche tracce di lui nel 2015. Ci si aspettava tanto di più dall'olandese super pagato (ingaggio di oltre 1,5 milioni), ma alla fine ha puntato anche i piedi quando Sarri gli ha fatto capire di non essere nei suoi piani. Un atteggiamento che il club non ha gradito. E forse nemmeno i tifosi.

Hamsik 7 – In panchina nella semifinale di Europa League con Benitez, in generale a disagio dietro Higuain, è tornato nel suo ruolo naturale con l'arrivo di Sarri. I numeri a fine anno sono sempre dalla sua parte, ma a far discutere sarà sempre la sua danza emotiva tra esaltazione e malinconia: mentre illumina, si spegne. Ma Marek è questo da sempre, e lui ne è consapevole. Prendere o lasciare? E' la migliore immagine del Napoli di De Laurentiis tra qualità indiscutibili e limiti organici. A metà strada tra Calimero e il Cigno.

Chalobah 6 – Un altro '94 dal futuro roseo: il Chelsea lo ha concesso solo in prestito senza dare speranze. Quando è sceso in campo ha sfoggiato naturalezza di giocata e senso del gol. Dovrebbe sveltire il passo, ma la quadratura di base è notevole.

Callejon 7 – Dopo i 20 gol del primo anno, nel 2015 ha confermato il trend poco positivo sotto porta (e non solo) e tanti hanno azzardato l'ipotesi di un addio imminente dettato dalla voglia di cambiare aria. E invece Josè, per fortuna, è ancora in maglia azzurra e nel complesso, pur segnando poco, è forse il miglior calciatore del Napoli sul piano tattico. Si sacrifica, ripiega, ha gamba e polmoni. Al servizio della squadra fino all'ultima goccia di sudore.

Mertens 7,5 – Un folletto dinamitardo, semina il panico in tutte le difese con dribbling ubriacanti. In grande crescita tecnica sul versante della continuità, in Europa ha trovato spesso la via del gol. Sarri potrebbe dargli più spazio, il dualismo con Insigne sia una marcia in più per la squadra e non un freno da vuoto protagonismo individuale.

Insigne 7,5 – Con Benitez è cresciuto sul piano della completezza: Lorenzo sa cosa vuol dire sacrificarsi e dare contributi in fase di transizione e senza palla. Con Sarri ha ritrovato profondità e gol dopo un inizio da trequartista. Meglio sugli esterni, ma deve limare i pericolosi accenni di egoismo che sembrano avere radici nel confronto ravvicinato con Mertens. Per lui vale lo stesso discorso: il dualismo con Mertens sia una marcia in più e non un freno.

Higuain 8,5 – Il fenomeno del Napoli, il fuoriclasse, il grande campione, il goleador e l'uomo squadra, il centravanti che sa segnare e che sa far girare la squadra. A dispetto di quanto sostiene qualcuno, non è cambiato per nulla il suo rendimento: straordinario era, straordinario è. Ora probabilmente ha maggiore tranquillità perchè c'è una squadra più competitiva con il ritorno di Reina e con qualche tassello giusto in più rispetto allo scorso anno. Lotta per vincere la scarpa d'oro con colleghi del suo stesso pianeta come Ronaldo, Messi, Neymar, Suarez ecc. ecc. Tante le perle realizzate tra campionato e coppa: contro il Legia e contro l'Inter prodezze da incorniciare a futura memoria. Se arriva un importante successo, siederà al tavolo dei grandi della storia del Napoli. E già adesso potrebbe...

Gabbiadini 6,5 – Con il 4-3-1-2 pensava di avere finalmente il suo spazio accanto ad Higuain, ma il cambio di modulo lo ha relegato in panchina anche perchè come esterno non rende come sa agendo da centrale. Fiuto del gol, potenza fisica e doti balistiche: Manolo è tra i migliori talenti italiani, ma con un Higuain così è difficile trovare spazio. Buoni gli spunti in Europa, se capisce di essere fondamentale al pari di Gonzalo, sarà l'arma in più del Napoli da qui alla fine della stagione.

El Kaddouri 6,5 – Dato per sicuro partente, ha convinto Sarri a confermarlo. Duttile, poliedrico, voglioso di affermarsi: si è totalmente affidato al tecnico risultando fondamentale in più di una occasione sorprendendo anche chi non credeva in lui. E' proprio Omar ad avviare l'azione che porta alla eccezionale perla di Higuain in Europa League.

Sarri 8 – Un po' sboccato nelle interviste, ma straordinariamente vero in un mondo del calcio troppo spesso patinato ma sbottonato oltre le parole di facciata. Un uomo concreto, sicuro di sè come quelli che hanno alle spalle un percorso lungo e poco sponsorizzato. La tuta è l'immagine del suo lavoro intenso, il feeling con la squadra la conferma di una qualità fondamentale: il calcio è gruppo, e il verace Maurizio ne sa ascoltare le vibrazioni e leggere il termometro. Bravo e rapido nel cambiare rotta tattica rispetto ai propositi di inizio stagione. Ad oggi merita solo applausi per la striscia di risultati positivi, per aver ridato solidità alla difesa e per aver rigenerato un gruppo già forte in tante individualità. Si faccia sentire con il club per dare sostanza ai sogni dei tifosi. Gli stessi che lui stesso è riuscito a creare e alimentare in poco tempo dopo le delusioni di fine stagione dello scorso anno.

Benitez 6,5 – Il tecnico spagnolo merita un bel 7,5 per il primo anno: terzo posto e Coppa Italia. Alla fine del 2014 è riuscito a conquistare la Supercoppa (contro la Juventus), che mancava a Napoli dai tempi di Maradona. La seconda stagione è deludente: fallito subito l'approdo ai gironi di Champions e gettato alle ortiche il terzo posto. Se diverse sono le responsabilità tecnico-tattiche (troppi errori commessi), è pur vero che il club non ha completato, sul mercato, il progetto avviato l'anno prima. Uomo di grande intelligenza, cultura e competenza, ha dato al Napoli eco internazionale ed è grazie a lui se sono arrivati importanti campioni già affermati. Notevole l'ammirazione per le bellezze della città e profondi i gesti d'affetto per i napoletani. Non tutti hanno colto, ma del resto... sic transit gloria mundi, ovvero, come sono effimere le cose del mondo. Spesso e volentieri si dimentica il meglio e il "peggio" fa più notizia nei cuori aridi di tanti.

Bigon: 5 - I colpi buoni non mancano nel ruolo di direttore sportivo del Napoli, ma è risultato più esecutore di direttive societarie che abile generale in avanscoperta alla ricerca di calciatori utili alle esigenze tecnico-tattiche dei vari allenatori. Uomo di club con poca autonomia d'azione. Oggi lavora per il Verona, che è ultimo in classifica...

De Laurentiis: 7,5. Il club è solido più che mai, un tesoretto in cassa da 50 milioni di euro e un rosso in bilancio (per la prima volta) più che gestibile. Società sana, squadra al secondo posto ad un punto dall'Inter capolista e a punteggio pieno in Europa League. Continuando: Sarri tra i migliori tecnici d'Italia, Higuain e Reina tra i migliori calciatori della Serie A, poi ci sono tanti ottimi calciatori e un direttore sportivo, Giuntoli (al quale diamo un 7 sulla fiducia in attesa di conoscere le sue qualità alla prova del 9), in rampa di lancio. Cosa manca? Il famoso centesimo per fare un euro, come disse Maradona. Servono quei due-tre calciatori capaci di trasformare la squadra da meravigliosa esordiente a straordinaria Etoile internazionale. Servirebbero anche uno stadio e un centro tecnico di proprietà dove far crescere i propri giovani: sono temi spinosi, è evidente, il club su questi aspetti è in ritardo, ma siamo fiduciosi ci possa essere la tanto attesa svolta in senso assoluto.

luca cirillo

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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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