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Osimhen, numeri degni di Cavani e Higuain


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Osimhen, numeri degni di Cavani e Higuain

Victor Osimhen nella scia dei migliori bomber della storia del Napoli. Lo scrittore Angelo Forgione ne parla nel suo editoriale per AreaNapoli.it.


La maglia destinata alla prima punta del Napoli, dopo il ritiro della mitica 10, è indubbiamente la più prestigiosa tra quelle che scendono in campo per difendere l’Azzurro. Nell’era De Laurentiis, dopo il ritorno in Serie A, è stata indossata per sei anni da quelli che, per rendimento realizzativo, risultano di fatto i primi due bomber della storia del sodalizio partenopeo: Cavani e Higuain. Loro due su tutti, e per tutti si intende gente come Careca, Giordano, Vinicio, Altafini, Fonseca, Savoldi, Vojak, Jeppson, Clerici e Sallustro, che non sempre hanno portato il 9 sulla schiena, come del resto Cavani, che scelse la 7, facendo sfracelli come anche Higuain dopo di lui. I due attaccanti sudamericani, avvicendatisi tra il 2010 e il 2016, hanno davvero fatto la storia. Un triennio a testa con risultati stratosferici. 104 gol (21 su rigore), uno ogni 111 minuti, per Cavani; 91 centri (13 su rigore), uno ogni 113, per Higuain. Chi è venuto dopo ha dovuto convivere con un’eredità pesantissima, impossibile da sopportare con due gravi infortuni nelle gambe nei primi due anni in Azzurro.


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Milik la numero 9 non l’ha mai indossata, scegliendo un insolito 99 dacché al suo arrivo disse che da piccolo era appassionato di hockey, e in quello sport era molto comune quel numero doppio. Se oggi, al Marsiglia, il polacco indossa il 9, lo stesso che aveva sulla schiena all’Ajax, viene da pensare che al tempo del trasferimento a Napoli possa aver fatto la pavida scelta di non caricarsi sulle spalle un’eredità pesantissima, in particolar modo quella freschissima di Higuain, passato alla Juventus da traditore ma lasciando all’ombra del Vesuvio il prestigioso e ingombrante record di goal in una singola stagione di Serie A.


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In verità, il vero successore di Higuain il Napoli l’aveva già in casa. Lo divenne a sorpresa Mertens, inventato bomber da Sarri allorché Milik finì sotto i ferri per il primo infortunio al legamento crociato sinistro. In quella stagione, la 2016/17, il folletto belga tirò fuori dal cilindro ben 34 reti, una ogni 94 minuti, firmando la sua miglior performance realizzativa nell’arco della lunga esperienza napoletana ancora in fieri. Quella di Milik si è invece chiusa da separato in casa, dopo aver segnato 48 reti, una ogni 139 minuti; e non sarebbero affatto numeri malvagi se prima di lui quelle due mostruose belve latinoamericane non avessero messo in fila tutti i bomber della storia azzurra.

Quando, nell’estate del 2020, Gattuso indicò Osimhen per rinforzare l’attacco del Napoli, il numero 9 finì sulle spalle di un acerbo nigeriano di buone speranze pescato a suon di milioni dal campionato francese. Una prima stagione in salita per gli infortuni, alla spalla e poi alla testa, e per la positività al Covid. Tante le partite saltate, ben 23, e 30 gettoni di presenza, di cui 24 in Serie A, con uno score di 10 reti, tutte in campionato. Bene ma non benissimo.

Avvicendato Gattuso con Spalletti, uno dei compiti del tecnico di Certaldo, abile ottimizzatore di Totti, Dzeko e Icardi, è stato quello di avviare la valorizzazione della gazzella nera, diamante grezzo da tagliare e far brillare. Il mister gli ha insegnato a correre senza sprecare energie, per finalizzare il lavoro di una squadra pronta a innescare la sua velocità con lanci lunghi e manovre sincronizzate.

Ottimo era il rapporto con Gattuso e altrettanto, forse anche di più, si è rivelato quello con lo Spallettone, che in ritiro precampionato ha caricato a molla la punta nigeriana, anche troppo. Pronti via contro il Venezia, tanto movimento e ricerca della porta prima della sbracciata sul lagunare Heymans, punito con l’espulsione. L’allenatore ha dovuto usare fermezza e garbo per calmare l’elettrico ed esuberante Victor e fargli comprendere che la potenza è nulla senza controllo. Scontata la squalifica, il ragazzo è rientrato con la testa giusta, e ha dato ampi bagliori di detonazione. Al netto dell’infausto match con il Venezia, i palloni infilati nella porta degli avversari sono stati fin qui 9 in 9 presenze tra campionato ed Europa League, senza il privilegio di poter calciare rigori. In questo abbrivio stagionale, la media di un goal ogni 77 minuti è davvero tanta roba per un calciatore che nessuno pensava potesse accelerare in modo così poderoso nella sua fioritura. Da qualche settimana la punta di Lagos è in un palese stato di grazia e tutto gli riesce, anche quando non è esattamente impeccabile dal punto di vista stilistico. La sua corsa con la palla resta caotica, perché non ha un piede delicato, ma lui ha imparato a governare i rimbalzi della sfera che, in un modo o in un altro, riesce a condurre alla sua velocità. Attacca come pochi la profondità, e in pochi metri riesce a scavare un solco incolmabile tra sé e quei difensori che gli lasciano fatalmente un po’ di spazio. Porta palla anche spalle alla porta, facendo guadagnare metri alla squadra, e pure quando non viene servito risulta decisivo nel far allungare le difese chiamando la palla in profondità. I margini di miglioramento sono ancora enormi per un atleta di neanche 23 anni, e i numeri di questo primo scorcio di stagione, sia pure limitati a un campione di sole dieci partite, sono davvero incoraggianti. Certo, verranno momenti meno esaltanti e anche uno dotato fisicamente come lui avrà bisogno di tirare il fiato, ma quei numeri dicono che il ragazzo, continuando a lavorare con la testa giusta, ha le potenzialità per rinverdire la tradizione della maglia numero 9 del Napoli e per rincorrere persino i numeri di Cavani e Higuain, i più prolifici bomber della storia del Napoli. Non sarà prezioso in fase difensiva come l’uruguaiano e non avrà le doti di assistenza dell’argentino, ma in una Serie A senza grandi fuoriclasse può essere l’uomo per rincorrere un sogno cullato da trentuno anni. Del resto, con quel nome che ha…

Grafica realizzata da Angelo Forgione per AreaNapoli.it.


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Angelo Forgione
Giornalista e scrittore, autore perlopiù di saggi di cultura, costume e storia di Napoli e del Meridione. Appassionato napoletanologo e studioso dell'idioma napoletano, è anche grafico pubblicitario.
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