Orsolini, che lezione di stile e sport ad Acerbi: il difensore (e non solo) prenda esempio
E' da applausi quanto detto dall'esterno offensivo del Bologna Riccardo Orsolini: si prenda esempio da lui, non da Francesco Acerbi,

Orsolini è cresciuto davvero molto, da quando è approdato al Bologna. Negli ultimi anni, e soprattutto con l'avvento di Vincenzo Italiano, il ragazzo di 'scapestrato' di un tempo sembra diventato un lontano ricordo. Riccardo ha messo 'la testa a posto', ed anche ciò che esce dalla sua bocca, ad ogni intervista, dà prova della pasta d'uomo che è diventato.
Orsolini, dichiarazioni d'applausi
Ne sono un esempio le considerazioni affidate dall'esterno rossoblù agli inviati di DAZN. A parlare è un Orsolini giudizioso, calmo, sorridente ma altrettanto risoluto. "Sicuramente - ammette con lucidità - siamo davanti all’Orso più maturo. Non parlo dei goal, parlo di personalità e di giocate giuste. Sono arrivato al punto in cui è il momento di capire certe cose, per fare un ulteriore step. Non voglio che il mio cervello pensi: 'Sono un top player, adesso mi siedo, faccio quello che voglio'...". Frasi, le sue, che andrebbero fatte ascoltare ad ogni giocatore, che sia di talento, giovane e e non solo.
L'importanza della Nazionale
L'ambizione non gli fa difetto, ed è sicuramente una virtù, se trasformata in forza propulsiva: "Devo sempre averla, la fame di arrivare: non voglio sentirmici, un top player. Sto cercando di portare l’Orsolini del Bologna anche in Nazionale. Gattuso mi sta dando molta fiducia, e infatti lo ringrazio. Ma in questo momento, più che di Orsolini in Nazionale, esiste solo un obiettivo, ovvero quello comune: abbiamo soltanto quello in testa e non si parla d’altro! Io in Nazionale giocherei sempre, a qualsiasi età e in qualsiasi modo, anche in porta, per raggiungere quell’obiettivo. La Nazionale viene prima di Orsolini, non il contrario”.
Orsolini, che lezione ad Acerbi
Chissà cosa avrà pensato Francesco Acerbi, sentendolo... Il difensore dell'Inter, appena qualche mese fa (giugno), ha rifiutato il malo modo la chiamata dell'allora CT Luciano Spalletti, quando ha saputo che non sarebbe stato più centrale nell'Italia del futuro. "Pretendo rispetto. E se questo rispetto viene a mancare da parte di chi dovrebbe guidare un gruppo, allora preferisco farmi da parte".
Questione di età e stimoli? Forse. Eppure, da un calciatore 'navigato' come Acerbi, della sua esperienza internazionale e del suo carisma, ci si aspetterebbe ben altro comportamento. D'altronde, perché meravigliarsi se, a 37 anni suonati, ti si comunicato che non avrai per forza il posto assicurato? Purtroppo, per alcuni giocatori la Nazionale sembra aver perso il suo valore. Non per Orsolini, che ha dato una bella lezione a tutti: in primis ad Acerbi.
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