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Napoli "usato", lo Scudetto non spazza via antichi pensieri. Le parole di Mozart


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Napoli usato, lo Scudetto non spazza via antichi pensieri. Le parole di Mozart
© foto di Image Photo Agency

Giuntoli e Spalletti sono tra i protagonisti di un tricolore atteso dai napoletani 33 anni. Eppure non sembrano avere voglia di restare.


"Nessun popolo sulla terra ha mai tanto sofferto quanto il popolo napoletano. Soffre la fame e la schiavitù da venti secoli, e non si lamenta. Non maledice nessuno, non odia nessuno: neppure la miseria. Cristo era napoletano". Parole di Curzio Malaparte, scrittore e saggista, che dedicò un suo lavoro, "La pelle", alla città partenopea. Dovessero andare via, Giuntoli e Spalletti, soprattutto alla luce di uno storico scudetto conquistato, non sarebbero odiati. E neppure maledetti. Napoli è una città che sa guardare oltre, che è consapevole di un concetto: Napoli è una opportunità da cogliere per chi è in cerca di lancio o di rilancio. Ovvero, Napoli non è affermazione, ma bilico perenne.

Aurelio De Laurentiis ha da poco affermato che "la vittoria dello scudetto trascende una semplice vittoria. Napoli da troppo tempo è oppressa e piegata sul dominio degli altri, questo tricolore è la rinascita della città, una grande occasione di riscatto. Tra gli Anni ’60 e ’90 abbiamo avuto il colera, il terremoto: c’è un film di Rosi dal titolo ‘Le mani sulla città’. Ecco, non ci devono più essere mani sulla città di Napoli. Siamo rinati e ci aspetta un futuro luminoso".


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Il punto è proprio questo, Napoli merita di essere vista come punto di arrivo e non di essere "usata" da parte di chi chiede spazio e vetrina per poi andare ad affermarsi altrove. Gli antichi pensieri evidentemente resistono: questa squadra è considerata come una lente di ingrandimento, un modo per attirare a sè occasioni più importanti. E non è solo una questione di ingaggi, ma di fascino: Milan, Juventus e Inter, ma anche altri top club europei, a prescindere dal momento storico, restano piazze più ambite e chi sceglie Napoli (per fortuna ci sono lodevoli eccezioni come Hamsik, Di Lorenzo, Koulibaly, Mertens e tanti altri calciatori) spesso lo fa con la speranza di vivere una storia da brividi per poi decollare e scappare alla prima occasione.

Anche il più grande musicista di tutti i tempi, Mozart, visitò Napoli nel 1770. Non ci tornò più, ma conservò una certa nostalgia. In una lettera al padre scrisse: “Ho un’indescrivibile brama di scrivere ancora una volta un’opera e quando avrò scritto l’opera per Napoli, mi si ricercherà ovunque […] con un’opera a Napoli ci si fa più onore e credito che non dando cento concerti in Germania.”


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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