Napoli, un tifoso emoziona: "Tv e radio non c'erano, mio nonno andava al bar e..."

Interessante ed emozionante post di un tifoso del Napoli che ha parlato degli anni '20 e '30 ricordando la figura di suo nonno.
L'amore per il Napoli è spesso volte un fatto generazionale, la passione e la fede per la squadra azzurra è un sentimento che sboccia già in tenera età grazie a racconti familiari. Un utente di Facebook, N. B., ha tratteggiato la figura di suo nonno, grande tifoso del Napoli, rievocando quanto accadeva in città negli anni '20 e '30 del secolo scorso. Ecco quanto si legge: "A proposito di nonni, il mio iniziò ad amare quella maglia azzurra ch'ero un bambinetto, ma quando crebbi, quello che mi raccontò mi inebriò, forse perché aveva un po' di magia mista ad un certo sapore retrò. Voglio rendervi partecipi: negli anni 30 (anche 20) quando il Napoli (e prima il Naples Fbc, poi Internaples) giocava in trasferta, mio nonno andava a seguire la partita al bar Brasiliano, sotto la galleria di via Toledo. Ovviamente non esistevano ancora la tv, né si effettuavano radiocronache, ma fuori al bar venivano appese due lavagnette, una del risultato del Napoli e l'altra delle altre squadre".
E poi: "Quando il Napoli segnava, qualcuno (un amico, un giornalista, chissà) telefonava al bar per comunicarlo e allora uno dei camerieri aggiornava col gessetto risultato è marcatore... L'Osimhen di quell'epoca rispondeva al nome di Attila Sallustro e quando realizzava lui una rete, sulla lavagna scrivevano: "il Veltro!!!" (era il suo soprannome) e si levava un boato dagli astanti, tutti esultavano come se avesse segnato in quel momento, mentre invece era successo una mezz'ora prima (tipo Dazn, per intenderci)".








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