Napoli, tutto quello che c'era da fare e non è stato fatto con l'addio di Sarri. Ci riuscì solo Benitez

Napoli, c'era tanto da fare dopo l'addio di Maurizio Sarri e non è stato fatto. Ci riuscì solo Benitez sulla panchina azzurra.
Il San Paolo è diventato terra di conquista per tutti. Dopo l’addio di Sarri, il Napoli andava rifondato, invece la società, senza grandi ambizioni, con l’avallo di un allenatore (Carlo Ancelotti, ndr) che qui ha mostrato il peggio di sé sopravvalutando una rosa logora, che andava ricostruita e innestata con elementi di valore in linea coi parametri del club, ha deflagrato una squadra senza idee, nel silenzio assordante del suo popolo. Situazione paradossale a distanza di poco tempo da quell’aprile 2018. L'unica vera rifondazione la fece Rafa Benitez. Quando il tecnico decise di tagliare i vari Behrami, Cannavaro ed i reduci del ciclo Mazzarri, tanti lo presero di mira, criticando le sue decisioni.
Eppure all'epoca molti opinion leader napoletani e parecchi tifosi ancorati al passato - come sempre - gli diedero addosso, perché aveva "osato" smontare la vecchia squadra. Con il lavoro dello spagnolo, anche Sarri ha campato "di rendita" aggiungendo le sue idee ed il suo lavoro, fino al primo anno di Ancelotti, che a Napoli è diventato sorprendentemente uno "yes man" ed ha lasciato affogare questa squadra nel silenzio assenso e nell'immobilità della sua proprietà. Molti incompetenti dovrebbero chiedere scusa allo spagnolo, per manifesta incapacità.








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