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"Napoli ridicolo"? Padovan, Padovan... questo nome non ci è nuovo! Ah, si: Padovan Marisa

Scritto da Redazione in Varie9 NOV 2018 ORE 19:54

Ricordate il film "Scuola di Ladri" con Boldi, Villaggio e Banfi? Tra i personaggi anche Padovan Marisa, interpretato da Barbara Scoppa.

La debacle della Juventus in Champions League contro il Manchester United, accompagnato anche dal passo falso della Roma nella prima uscita stagionale nella massima competizione europea, ha dato lo spunto all'area comunicazione del Napoli per fare un tweet tutto sommato di dubbio gusto ma che ha comunque espresso un dato oggettivo, ovvero l’imbattibilità (fino ad oggi) della società partenopea nel torneo delle grandi stelle.

La compagine guidata dal tecnico Carlo Ancelotti infatti ha messo in fila quattro risultati utili consecutivi, come dimostrano il successo contro il Liverpool e i pareggi contro Stella Rossa e Paris Saint Germain: in particolare con i francesi gli azzurri hanno impattato sia all’andata, al Parco dei Principi, per 2-2, che al ritorno al San Paolo per 1-1.

Si narra, in proposito, che il giornalista Giancarlo Padovan, ospite fisso delle trasmissioni di Sportitalia, abbia etichettato in maniera piuttosto forte la decisione della società di pubblicare un tweet dall’alto contenuto provocatorio: “Sono cose da poveri – dice il Padovan -. Una società che fa un tweet del genere è una società intellettualmente povera. È l’unica imbattuta? E allora? Che cosa significa, che ha passato il turno? Ha vinto la Champions? E’ una cosa ridicola e provinciale".

In realtà, noi conosciamo solo Padovan Marisa, uno dei personaggi del film di successo "Scuola di ladri", film del 1986 diretto da Neri Parenti in cui i protagonisti Dalmazio, Amalio ed Egisto Siraghi (interpretati da Banfi, Villaggio e Boldi) sono tre cugini ignari di conoscersi, i quali cercano di vivere in modo onesto con lavori dignitosi. Dalmazio fa la guardia giurata presso una banca, Amalio è dog sitter, mentre Egisto è venditore ambulante e lavavetri alle auto ferme ai semafori. I primi due svolgono questi mestieri con negligenza, Egisto invece pretende di condurre la sua attività come se gestisse un prestigioso negozio, attirandosi l'ostilità e gli insulti dei passanti. Nessuno di loro, in definitiva, ha fortuna.

L'occasione della vita si presenta loro quando vengono chiamati dal facoltoso Aliprando Siraghi, un anziano delinquente finito su sedia a rotelle che rivela di essere un loro lontano zio e che decide di coinvolgerli in una società dedita al crimine. I tre vengono sottoposti a lungo e duro addestramento, costituente in preparazione fisico-atletica e simulazioni di furti e persino di interrogatori. Nonostante l'apprendistato non sia propriamente un successo, Aliprando concede ai nipoti la prima possibilità di un colpo da effettuare in un centro commerciale. Essi vengono tuttavia intercettati da alcuni agenti precedentemente avvisati da una soffiata, e finiscono in carcere per sei mesi. Quando ne escono, Aliprando confessa di essere stato proprio lui ad aver chiamato la polizia in modo da farli arrestare e, una volta in cella, stimolarli a fortificare la tempra e non commettere più il medesimo errore in seguito. Resisi conto di non poter riprendere una vita onesta, data la fedina penale ormai sporca, Dalmazio, Egisto e Amalio tornano dallo zio. Stavolta le cose vanno diversamente: la banda inanella un colpo dietro l'altro, sviluppando una spiccata abilità nelle varie forme del latrocinio.

Nel tentativo di realizzare un furto nella villa di un noto imprenditore, Aliprando pensa che uno dei nipoti possa sedurne la colf Marisa Padovan (interpretata da Barbara Scoppa), in modo da poter prenderle la chiave di casa e ricavarne un calco. La scelta cade su Egisto, il quale però, colto dai sensi, fallisce laddove invece riesce Marisa, che quella stessa notte s'introduce furtivamente a Casa Siraghi. Scoperta da Aliprando, questi ne nota le sue abilità di ladra e la coinvolge in un altro colpo, puntualmente ed efficacemente perpetuato ai danni di un produttore di pellicce. Egisto nel frattempo si è innamorato di Marisa ed è deciso a sposarla. Lo zio inizialmente si oppone, ritenendo che una vita coniugale possa inibire le capacità fisiche, indispensabili per un criminale; dopodiché acconsente alle nozze, a condizione che fino alla fine dell'"anno lavorativo" lui e Marisa non abbiano rapporti sessuali. Egisto accetta di malavoglia.

Celebrato il matrimonio, la banda organizza il colpo del secolo: il furto alla gioielleria Van Cleef. Il piano viene portato avanti positivamente, fino a quando, a causa di una distrazione di Amalio, il sofisticato allarme dell'esercizio scatta provocando l'intervento delle forze dell'ordine. Usciti dalle fogne, i tre riescono a riparare nel vicino Teatro Eliseo, uscendone vestiti da donna e indossando proprio i gioielli appena trafugati, ingannando così i poliziotti che li attendono nel foyer.

Il clan può così celebrare la lieta fine dell'anno societario, ed Egisto consumare il suo matrimonio con Marisa. Ma, nello champagne utilizzato per brindare e che lui non ha bevuto, Aliprando ha inserito un potente sonnifero. Dalmazio, Egisto e Amalio si risvegliano dopo quattro giorni trovando la villa completamente vuota, e poco dopo ricevono da un pony express una videocassetta. Nel filmato vi è Aliprando, in amorosa compagnia di Marisa, a bordo di un poderoso yacht comprato con i proventi della società messa su insieme ai tre. L'anziano rivela a Egisto che il matrimonio è finto tanto quanto il prete, un ergastolano suo amico di vecchia data, e afferma di non essere loro zio e di non essere mai stato paralizzato dalla vita in giù.

Poco tempo dopo, però, dovrà essere lui stesso a ricredersi dei suoi "nipoti" quando, seduto sul divano della sua villa insieme a Marisa Padovan, li vedrà in mondovisione mentre soffiano dalle mani di Maradona la coppa del mondo del 1986 .

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