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Napoli, l'analisi di un tifoso fa il giro del web e scatena i commenti: "Fa troppo male"


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Napoli, l'analisi di un tifoso fa il giro del web e scatena i commenti: Fa troppo male

Un tifoso del Napoli fa la fotografia del momento della squadra di Luciano Spalletti ed anche del clima che si respira intorno ad essa.


"Hai sognato di poter passare il turno col Barcellona? Sei deluso per il risultato di ieri? Sei ancora incazzato per la partita di Cagliari? Tutto apposto. Condivido solo il primo dei suddetti sentimenti, ma ci può stare". E' questa la premessa dell'analisi di un tifoso del Napoli, RobertNesta80, firma della pagina di facebook "La Napoli bene" il quale poi spiega il suo punto di vista in un post molto apprezzato che ha scatenato i commenti: "Quello che, a parer di chi scrive, non è accettabile è l'autolesionismo. I fischi ad Insigne ed alla squadra, la rabbia sui social, il continuo cercare un colpevole che sia Elmas, Mario Rui o Petagna non fa bene all'ambiente e non è da tifosi. Chi tifa ama. Chi ama non si tira indietro quando le cose non vanno come ci si era augurato. Chi ama, se ritiene che sia un momento complicato, ci mette un pizzico in più del suo, non diventa ipercritico nei confronti dell'oggetto dei suoi sentimenti".


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E poi: "Volete vincere? Embè voglio vincere pure io. Sono 31 anni che aspetto, che ci penso tutti i giorni che provo ad immaginare come andrebbe celebrato l'evento. Ma non sarà mai l'obiettivo a smussare il mio trasporto. Perché poi essere tifosi questo è. È segnare il 4 a 2 a Barcellona ed illudersi che ci sia ancora un margine per recuperarla. È avere i brividi quando per la prima volta entri ad Anfield Road. È ricordare Lavezzi sotto a quel settore come un eroe. Ma è anche sostenere, crederci, fare di tutto affinché i ragazzi possano dare il meglio in campo. E chi se ne f***e di quanto guadagnano. Passa per il c***o pure che sono professionisti e che devono impegnarsi a prescindere. Per carità è tutto vero. Ma a me quello che interessa è che vestano quella maglia, la mia maglia, la nostra maglia, pure di voi che criticate ogni giorno qualcuno".


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Infine spiega: "Ed è quella maglia l'essenza, il motivo per cui non dobbiamo tirarci indietro, la ragione che ci impone di non stressare chi gioca, anche se non lo fa come vorremmo. Perché quella maglia è bene comune, appartenenza, simbolo. Ed è per lei che dobbiamo fare quadrato. È per lei che dobbiamo stringerci intorno a questa squadra, sempre, ovunque, allo stadio come al bar o sui social, e comunque. Ed allora tiriamo tutti un attimo il freno. Mettiamo da parte la batosta europea. Guardiamo la classifica. Rendiamoci conto che stiamo ancora li e smettiamola di essere suocere di questo gruppo di ragazzi che, è bene ricordarlo, sta facendo molto meglio di ogni più roseo pronostico. Sosteniamoli fino all'ultimo secondo dell'ultimo match. Perché tifare questo è. Perché amare questo è. Perché amore è l'apostrofo azzurro tra le parole forza e Napoli".

Ecco uno dei tanti commenti al post: "Ho sempre pensato che il tifoso del Napoli fosse unico, appassionato e attaccato in modo viscerale alla squadra che rappresenta la nostra città. Tale convinzione si era rafforzata nel meraviglioso triennio di Sarri, dove si respirava autentica passione. Certo anche allora c'erano critiche, soprattutto provenienti da alcuni opinionisti/giornalisti altolocati, ma i tifosi remavano tutti dalla stessa parte. Da allora è tutto cambiato, almeno è questa la mia impressione, e non riesco a capirne il motivo. Percepisco proprio mancanza di calore, di emozione, di attaccamento da parte di noi tifosi alla squadra, che ha sempre rappresentato non solo un club di calcio, ma un'intera città. Sono convinto che anche un'impresa come vincere uno scudetto non riuscirebbe a regalare a tutti emozioni come quelle passate, perché prima eravamo tutti uniti contro tutti, ora non ho assolutamente questa percezione e questo mi fa troppo male".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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