"Napoli, il problema è solo mentale". Ma allora perché cambiare 3 allenatori?

Difficile pensare che il Napoli sia diventato improvvisamente "scarso" dopo pochi mesi oppure che la sola cessione di Kim (per quanto importante) abbia comportato un crollo simile.
La stagione del Napoli, fino a questo momento, è assolutamente disastrosa. I partenopei, dopo l'1-1 maturato contro il Cagliari, sono lontanissimi persino da quello che a inizio stagione era l'obiettivo minimo: la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. In tanti, in questi mesi, hanno provato a trovare delle spiegazioni, a motivare le ragioni di una annata così complicata. Colpa (del mercato) di Aurelio De Laurentiis? Le responsabilità sono di Rudi Garcia?
E ancora: è stata sbagliata la preparazione? Un errore (ri)chiamare un allenatore (definito da alcuni come "bollito" e/o "finito" come Mazzarri)? Domande alle quali è difficile dare una risposta oggettiva. Francesco Calzona, allenatore del Napoli, ha forse centrato il problema: "La preparazione atletica non c'entra nulla, il problema dei calciatori è mentale". Tali parole rivalutano il lavoro dei vari De Laurentiis, Garcia e Mazzarri (inutile citare Calzona perché è a Napoli da poco tempo). Se il problema è solo mentale, non sarebbe stato meglio chiamare un mental coach o qualcuno che lavorasse comunque sulla psicologia dei calciatori?
Difficile pensare che il Napoli sia diventato improvvisamente "scarso" dopo pochi mesi oppure che la sola cessione di Kim (per quanto importante) abbia comportato un crollo simile. Evidentemente i problemi sono/erano anche altri...






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