Napoli ha insegnato cultura per secoli, ora dobbiamo sorbirci Feltri! Ci insultano ancora per la monetina di Alemao

Continuano senza sosta gli attacchi mediatici alla città di Napoli e alla propria gente. Occorre alzare la testa e rispondere con orgoglio.
Ormai Napoli, ma anche tutto il Sud è in balìa dei sistematici attacchi mediatici della Rai, di Mediaset e La7. Noi che abbiamo esportato, insegnato, giornalismo in tutto il mondo, sicuramente in Italia, siamo costretti a sorbirci senza replicare i sermoni dei Feltri, padri ed omonimi, e dei Senaldi. Noi che scrivevamo in “volgare” già nel XIII secolo, noi che abbiamo ideato il “sonetto” siamo costretti a sorbirci gli insulti e le offese quotidiane di Libero. Noi che tanto abbiamo insegnato all’Italia intera, siamo ora costretti ad ascoltare inermi le accorte osservazioni della Palombelli sul “Nord produttivo” e della Merlino sulle “Eccellenze come il Cotugno”, nonché gli strabilianti servizi della Rai con la Berlinguer annessa. Certo qualcuno ha accennato pure a qualche velata scusa, ma a che serve un fatuo raggio di sole nella secolare tormenta dei luoghi comuni?
Noi non aspettavamo di leggere quotidiani notiziari sullo “sbancamento” del Sud o quantomeno aggiornamenti orari sugli 840 miliardi sottratti dallo Stato al Meridione dal 2000 al 2017. Certo, in 17 anni anche un solo articolo al mese avrebbe reso edotti tutti gli abitanti della Penisola sui soldi levati al Sud per darli al Nord, una sorta di Robin Hood all’incontrario. Macché! Nel frattempo non sono mancati gli insulti di Libero o le inchieste Rai e Mediaset sugli “sfaticati” napoletani. Sicuramente non si chiedevano illuminanti ed eroici articoli sul colpo di mano della ministra De Micheli nello stanziare il miliardo e più per i giochi invernali 2026 di Milano e Cortina d’Ampezzo. Macché! Dovevano essere a costo zero, ma costeranno soldi a tutti gli italiani, compresi quelli dei “nullafacenti del Sud”. In piena crisi sanitaria e con il Mezzogiorno in ginocchio la ministra ha firmato: “Faremo compiere un salto di qualità infrastrutturale a una delle aree più sviluppate del Paese”. Certamente non si aspettavano insperati colpi di testa sulle pagine del primo giornale post - unitario qual è il Roma (1862), ma qualcuno crede che i giornali di Milano o Torino avrebbero trattato con tanta nonchalance l’inquietante sentenza del giudice sportivo in sede di Appello? Qualcuno crede che i giornali di Milano e Torino avrebbero avuto lo stesso comportamento se le decisioni e le motivazioni del giudice sportivo fossero state rivolte al Milan, all’Inter e alla Juventus qualora le ASL territoriali di Milano e Torino avessero impedito loro di raggiungere Napoli per disputare l’incontro di calcio? Sicuramente non si sa cosa sarebbe successo in caso contrario ma per attenerci ai regolamenti e protocolli tanto ostentati per il loro rispetto, sarebbe opportuno ricordare la campagna mediatica che fece seguito alle decisioni del giudice sportivo su Atalanta – Napoli per l’oggetto che colpì Alemão qualche anno fa.
Il paragone appare improprio ma non lo è nel Paese dalle strabilianti latitudini dei miliardi sottratti al Meridione e per gli straordinari investimenti per le aree più opulente della Penisola. Per la prima volta, dopo 60anni, i media italici si accorsero che una regola voluta da Milano e Torino potesse rappresentare anche un pericolo per chi l’avesse sostenuta e seduta stante organizzarono una campagna mediatica contro la norma ma soprattutto contro il Napoli e i napoletani – andando su internet e youtube c’è ancora tanto di quanto fu scritto e detto per l’occorso. Sappiamo tutti come finì. Per la prima ed unica volta, il Napoli, la squadra più punita dalla giustizia sportiva, si avvantaggiò di una regola voluta da Milano e Torino e la norma fu abolita subitaneamente. Ancora oggi la moneta di Bergamo riesce ad oscurare la misteriosa mini bottiglia di plastica vuota che avrebbe colpito David in Venezia – Milan del 20 gennaio 1963. Il Milan passò all’incasso dello 0 – 2 a tavolino, dopo aver perso sul campo 2 a 1, e vinse anche lo scudetto. Sono queste altre storie ma resta palese che volente o nolente noi meridionali siamo sempre perdenti. Insultati ed offesi nella vicenda Alemão e ancora insultati e offesi per la gara non disputata con la Juventus. Ma anche questa è storia vecchia e capita quando non hai giornali e tivvù per far valere le tue mille ragioni, neanche sugli 840 miliardi sottratti al Sud.
Vittorio Capuozzo







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