"Il Napoli mi voleva", il retroscena. Sibilla disse: "Se vendo anche te mi ammazzano"

Geronimo Barbadillo, nel corso dell'intervista a Tuttomercatoweb.com, ha svelato un retroscena storico di mercato.
Geronimo Barbadillo, ex centrocampista peruviano vive da tempo in Italia dopo che negli anni Ottanta fu uno degli stranieri più interessanti del nostro campionato. "Vivo a Udine adesso - racconta a Tuttomercatoweb.com - e sono curioso di capire cosa succederà col campionato. Servono regole molto precise anche perché riprendere e poi fermarsi di nuovo non avrebbe senso. Giocare a porte chiuse non è spettacolo e ci sarebbe comunque una perdita di denaro per i club. E' vero che ci sono i soldi delle tv però aspetterei a riprendere. In ogni caso è giusto che i campionati possano finire, in modo che possano arrivare tutti i verdetti sul campo".
Adesso fa il talent-scout?
"Sì, lavoro con mio figlio. Cerco di scoprire talenti in Sudamerica ma l'importante è prenderli a 17-18 anni in modo che poi quando arrivano possano imparare la mentalità europea. Vedo tante partite su wyscout ma poi se un giocatore mi piace parto e vado in Sudamerica o anche in Germania o Spagna e lo vedo per due volte dal vivo".
Come mai alla fine si è stabilito a Udine?
"Ho avuto l'opportunità di lavorare in passato con l'Udinese ed è stato proficuo e positivo. Nel corso della carriera ho girato tanto, sono stato anche in Messico. Poi arriva un'età in cui i tuoi figli studiano, devono adattarsi ad un certa cultura e ad una lingua. Così è meglio restare in una città dove ti trovi bene e ti senti a tuo agio".
Udine cos'ha di speciale?
"E' una città molto tranquilla, abitata da gente che ha voglia di lavorare".
E ad Avellino è ancora legato?
"Certo, mi ha aperto le porte del calcio italiano, mi ha dato la possibilità di far vedere le mie qualità. Mi è mancato però vincere lo scudetto in Italia. In realtà avrei avuto la possibilità di fare un salto in una big".
Dove?
"Mi avevano cercato il Napoli e la Roma ma in quel caso il presidente Sibilia, dopo che aveva già ceduto Tacconi, Vignola e Favero, venne da me e mi disse: 'Se vendo anche te mi ammazzano...'. Così rimasi e poi passai all'Udinese".
Poi ebbe altre occasioni per un salto?
"Sì, potevo andare al Napoli, con Bianchi allenatore. Mi aveva già avuto all'Avellino e in più come ds c'era Marino che avevo avuto anche lui in Irpinia. Successe però che l'Udinese voleva troppi soldi. Io andai a Napoli a parlare con Bianchi e Marino e ci trovammo d'accordo su tutto ma l'affare non si concretizzò. E il rammarico, ripeto, resta non aver vinto lo scudetto".







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