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Moviola in campo, si parte: la Serie A è pronta. Uva: "Se c'è l'ok della Fifa, il prossimo anno..."


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Moviola in campo, si parte: la Serie A è pronta. Uva: Se c'è l'ok della Fifa, il prossimo anno...

In Serie A potrebbe presto arrivare la moviola in campo. Si attende solo l'ok della Fifa per partire definitivamente dal prossimo campionato. A confermalo è Michele Uva


In Serie A potrebbe presto arrivare la moviola in campo. Si attende solo l’ok della Fifa per partire definitivamente dal prossimo campionato. A confermalo è Michele Uva, direttore generale della Figc alla trasmissione ‘L’ottavo scudetto’ sull’emittente bolognese è-Tv: “Non appena la Fifa deciderà che la fase sperimentale è terminata e ne autorizzerà l’utilizzo – si legge su Calcioefinanza.it -, la nostra Federazione è pronta, anche da settembre, essendo stata tra le prime al mondo a sperimentare questa tecnologia sotto la guida dell’ex arbitro Roberto Rosetti”. Al momento il massimo campionato italiano sta sperimentando la VAR su tre partite per ogni giornata. Il dirigente ha inoltre voluto dire la sua anche sulle elezioni federali per il rinnovo delle cariche ormai davvero vicine: “In questi due anni la Federazione ha fatto tutto quello che poteva fare, sta ai club ora parlarsi, prendere in mano la situazione del sistema calcio italiano, capire che ci sono problemi irrisolti, che ci sono processi di sviluppo che non sono partiti e che devono partire per forza altrimenti il ritardo rispetto a Francia, Spagna o Inghilterra diventa abissale”.


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Sono diverse le idee che la Federazione sta pensando di portare avanti: “Ci sono in giro idee bellissime e innovative che la Figc si augura di vedere sviluppate – ha aggiunto Uva -. La diversa ripartizione dei diritti televisivi non si pensi che sia la panacea di tutti i mali: non saranno tre o quattro milioni di differenza a cambiare gli equilibri competitivi o la mutualità e i ‘paracadute’ per le retrocesse. Occorre anche investire sulle infrastrutture come hanno fatto Juventus, Udinese e Sassuolo alzando del 40% le presenze allo stadio e riformare tutto il sistema dandogli stabilità, dialogando con le leghe inferiori. Serie B e Lega Pro devono capire la loro missione di supporto alla serie A e non solo scimmiottarla”. Le norme diventeranno quindi più rigide: “Entro tre anni chi non avrà uno stadio 4 stelle secondo i criteri Uefa non potrà più iscriversi alla serie A – ha concluso il dg della Federcalcio -, e ci vorranno 4 stelle per la B e 2 per la Lega Pro”.


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