Morte Rino Marchesi, il messaggio di cordoglio della SSC Napoli
Avrebbe compiuto 89 anni a giugno, Rino Marchesi è stato uno di quegli allenatori che ha contribuito a costruire la storia del Napoli. Per la sua morte, la SSC Napoli ha pubblicato un messaggio di cordoglio sui canali social.

Il Napoli saluta una figura che appartiene a una stagione spesso ricordata meno del dovuto, ma che rappresenta una colonna fondamentale della propria storia. È scomparso Rino Marchesi, allenatore sobrio, rigoroso, uomo di campo prima che di proclami, protagonista di uno dei capitoli più significativi dell'era pre-Maradona e primo tecnico ad accogliere in azzurro il "Pibe de Oro".
Marchesi era nato l'11 giugno 1937 a San Giuliano Milanese e avrebbe compiuto 89 anni il prossimo giugno. Alla guida del Napoli nella stagione 1980-81 sfiorò un'impresa che ancora oggi resta impressa nella memoria dei tifosi più attenti: un terzo posto finale, con lo Scudetto solo accarezzato, in un campionato durissimo e senza l'eco mediatica delle epoche successive. Era un Napoli solido, organizzato, credibile, costruito su idee chiare e su un'identità che Marchesi seppe dare con equilibrio e competenza.
Il suo nome resterà legato per sempre anche a un passaggio epocale: l'arrivo di Diego Armando Maradona. Prima ancora della leggenda, prima dell'icona mondiale, c'era un ragazzo da inserire in un sistema di squadra, da proteggere e guidare. Marchesi fu il primo a farlo, con rispetto e senso della misura, in un calcio che allora chiedeva soprattutto disciplina e lavoro quotidiano.
Il club ha voluto ricordarlo con un messaggio ufficiale che va oltre la forma e tocca la sostanza di un'eredità sportiva e umana. Attraverso i propri canali social, il presidente Aurelio De Laurentiis e la società hanno scritto: "Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Rino Marchesi, icona del calcio ed esemplare professionista alla guida degli azzurri dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985".
Marchesi è stato uno di quelli che hanno costruito fondamenta. E senza fondamenta, anche le storie più leggendarie rischiano di non reggersi. Il Napoli di oggi, così ricco di memoria e identità, deve qualcosa anche a uomini come lui: silenziosi, competenti, decisivi.








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