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Mino Raiola addio, le citazioni più famose del "Re delle trattative": "Al Napoli offrii..."


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Mino Raiola addio, le citazioni più famose del Re delle trattative: Al Napoli offrii...

Se n'è andato a 54 anni uno dei più importanti agenti di sempre. Diretto, mai banale, ha contribuito ad un cambio radicale del mondo del calcio.


Mino Raiola, all'anagrafe Carmine Raiola, è nato a Nocera Inferiore il 6 novembre 1967 e si è spento oggi 30 aprile 2022: è stato uno dei procuratori del calcio  più influenti: a lui si sono affidati Zlatan Ibrahimovic, Gianluigi Donnarumma, Paul Pogba ed Erling Haaland, giusto per citarne alcuni, ma nel corso della sua carriera la lista è infinita. Per tanti era il "Re delle trattative", per altri un "mercenario rovina calciatori e club". Ma lui si divertiva a prescindere e diceva: "Più mi metti i bastoni tra le ruote e più mi diverto", ma non solo. "Non mi è mai interessato quello che pensano di me, al di fuori della mia famiglia e dei miei amici, che sono pochi", ad esempio.

Ha spesso criticato il nostro Paese: "In Italia dove c'è la voglia di qualcuno, c'è sempre l'ostruzione di qualcun altro". Oppure: "In Italia dovrei fare il procuratore dei politici, con quelli che passano da destra a sinistra ci farei i miliardi". Ed inoltre: "In Italia non si vive per costruire, si vive per demolire".


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Sul suo modo di lavorare spiegò: "Io sono un super capitalista. Il super capitalista vuole tutti più ricchi. E io sono così. Io voglio che diventano tutti ricchi nel calcio, così posso offrire grandi contratti a grandi giocatori, il sistema diventa più ricco, diritti tv più ricchi, tutti più ricchi. Io mi arrabbio molto coi miei figli quando mi dicono 'questo non si può fare'. Che cosa? Tutto si può fare. Se hanno inventato i telefoni che si toccano, se possiamo mandarci le fotografie, se possiamo guardare fra uno e l'altro... tutto si può fare".

E sui soldi: "Il mio conto corrente? Mai guardato in vita mia. Odio le banche. La mia azienda non è mai stata finanziata dalle banche, è sempre stata finanziata dal mio lavoro, dai miei investimenti; ho un fiscalista di mia fiducia che si deve occupare di tutte le cose di banca e il direttore di banca che sa che io lì non ci voglio nemmeno entrare".

Difendeva ed elogiava i suoi calciatori: "Pensate ai quadri di maggior valore al mondo, come la Gioconda o l'Urlo. La gente sta lì, a guardarli a distanza e sembra stupida. Il Psg e il Manchester City possono permettersi di sognare questi quadri. Con l'acquisto di Zlatan Ibrahimovic, il Paris Saint-Germain può coronare un sogno".

"Zlatan Ibrahimovic - disse - somiglia a Brad Pitt quando interpreta Benjamin Button, l'uomo che ringiovanisce giorno dopo giorno. Ha un'energia incredibile, migliora col tempo. E quando può va a fare pure caccia estrema. È disumano, nel senso che fa cose che gli umani neanche s'immaginano".

"Gianluigi Donnarumma - sottolineò - lo paragono a un Modigliani. Vale 170 milioni. Ha un grande avvenire, è un ragazzo straordinario e si fa ben volere da tutti. È già un piccolo campione, ma potrà diventare un grande campione. È facile fare il contratto a Donnarumma, è più difficile consigliarlo bene per il futuro... Se oggi faccio il contratto a Donnarumma per una società in declino totale, che faccio, mi sparo? Io a Gigi devo dargli l'assoluta certezza che lui sta in un club di un certo spessore o che se non è di un certo spessore, sappiamo che non è di un certo spessore e scegliamo di esserci o no".

Sulla Juventus: "Non sono juventino però devo dire che la Juve è una società gioiello. È molto più organizzata la Juve del Real o del Barcellona. Il management della Juventus è di più alto livello di tante società che io vedo fuori Italia. Io dico: non si vince per caso".

Mino era tifoso del Napoli e all'ex presidente Corrado Ferlaino nel 1992 fece una proposta: "Volevo che comprasse l'HCF Harleem (la società di cui ha fatto parte come dirigente, ndr) e di fatto prendere i migliori giocatori olandesi. Gli offrii Bergkamp per 700 milioni di lire. Ferlaino mi diede la sua parola, poi non se ne fece più nulla. Nel 1993 arrivò ad offrire 14 miliardi delle vecchie lire, ma portai Dennis all'Inter e quel trasferimento cominciò a cambiarmi la vita".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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