Milite: "Leggete cosa disse Conte al Tottenham prima di dimettersi. Mollò anche la sua Juve"
Germano Milite, giornalista d'inchiesta, ha analizzato nel dettaglio la comunicazione di Antonio Conte, tecnico del Napoli in evidente difficoltà.

Germano Milite, giornalista e direttore di Fufflix e Young, ha commentato il difficile momento del Napoli di Antonio Conte dopo la debacle sul campo del Bologna, guidato da Vincenzo Italiano. Interessante l'analisi della comunicazione dell'allenatore leccese.
Questo il post: "Al di là di ogni considerazione, da analista della comunicazione che ha buona memoria, a me le dichiarazioni post (penosa) gara contro il Bologna, ricordano troppo da vicino quelle che Antonio Conte rilasciò pochi giorni prima di dimettersi dal Tottenham. Mi limito a riportarle, poi chiunque può farsi un'idea: "Io penso che ora sia molto meglio andare dentro il problema, perché il problema è che abbiamo dimostrato di non essere una squadra. Ci sono undici giocatori che vanno in campo: io ho visto giocatori egoisti, che non vogliono aiutarsi tra loro, che non ci mettono il cuore. Sono abituati qui, non giocano per niente d’importante. Non vogliono giocare sotto pressione, sotto stress. La storia del Tottenham è questa: vent’anni che c’è questo proprietario e non hanno mai vinto nulla".
E ancora: "Perché? Colpa solo dei club o degli allenatori? Ho visto gli allenatori che sono stati qui… Finora ho provato a nascondere la situazione, ma adesso basta. Perché non voglio più vedere quello che è successo oggi, perché è inaccettabile. Anche per rispetto dei tifosi, che ci seguono e pagano un biglietto".
Poi Milite ha aggiunto: "Ora, se prendiamo un collage delle sue dichiarazioni già polemiche dell'anno scorso ("A Napoli certe cose non si possono fare)" e le mettiamo insieme a quelle di domenica scorsa, con il cuore, gli egoismi, la squadra che gioca con i singoli e via dicendo, le somiglianze sono drammatiche per quanto evidenti. Notiamo anche un altro dettaglio, tipico della comunicazione sempre bifronte di Conte: ammette (per finta, a mio avviso) delle sue responsabilità, quando dice che forse non è riuscito ad entrare nel cuore e nella testa dei suoi. Al contempo, però, ci sta dicendo che i giocatori sono svogliati, egoisti, disuniti, incapaci di trovare motivazioni e "fame". In altri termini: lui magari non riuscirà più a farsi sentire, ma loro non lo ascoltano".
"Ora - ha concluso Milite - occhio: magari il Napoli finisce campione d'inverno, si qualifica ai sedicesimi di Champions e fa un ottimo campionato. Il bello, imprevedibile del calcio è anche questo. Ed è quello che ogni tifoso si augura (sventura un esonero e delle dimissioni in questa fase del campionato, emozioni ed isterismi a parte). Però, ad occhio razionale, i segnali del consueto, possiamo dire tradizionale abbandono di nave in affondo del sior Conte ci sono tutti. Del resto, è uno che mollò la "sua" Juve durante il ritiro, in polemica con la società. Quindi, a conti fatti, non mi meraviglierebbe una scortesia tanto grande anche nei confronti di Adl, che oggettivamente nella scorsa sessione lo ha accontentato praticamente in tutto. Senza fiatare. Mai".
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