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Milan rinviato a giudizio dalla Uefa, il club rossonero rischia l'Europa: Fiorentina ripescata?


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Milan rinviato a giudizio dalla Uefa, il club rossonero rischia l'Europa: Fiorentina ripescata?

Brutta notizia per il Milan e per tutti i tifosi rossoneri dopo il sesto posto conquistato dal "Diavolo" nel campionato italiano di Serie A.


Niente patteggiamento. L'Uefa ha negato il settlement agreement al Milan dopo che, pochi mesi fa, aveva detto "no" anche al voluntary. Adesso il club rossonero va a giudizio, all’incirca a metà giugno: quel giorno può succedere di tutto. I cinque giudici del consiglio hanno un ampio spettro di sanzioni applicabili, fino all'estrema: cioè l’esclusione, come riporta Gazzetta.it, dalle coppe. In questo caso, addio Europa League, con ingresso dell’Atalanta nei gruppi e della Fiorentina nel secondo preliminare. C’è ancora uno spiraglio, per la verità, ma molto ridotto.


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LA DECISIONE - Il Milan è stato informato nel tardo pomeriggio: rinvio a giudizio. (clicca qui per leggere il comunicato ufficiale della Uefa). Non succede spesso: l’Uefa e i club, di solito, riescono a raggiungere un patteggiamento di reciproca utilità. Ma qui non esistevano le condizioni. Nyon non lo confesserà mai, ma la strategia della commissione investigativa era stata abbastanza chiara: aveva concesso tempo al Milan, nella speranza che arrivassero buone notizie sul rifinanziamento, sulla proprietà, sui ricavi futuri. Spostando quindi la decisione al più tardi possibile. Ma niente di tutto questo è arrivato sui tavoli della commissione investigativa. In pratica, fanno capire dall’Uefa, il Milan non ha aggiunto elementi che potessero far cambiare la decisione iniziale.


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I MOTIVI - I motivi del rinvio sono praticamente gli stessi del "no" al voluntary. 1) Troppe incertezze sul rifinanziamento che non si è concluso e non si sa se (e quando) verrà concluso: anche nell’ipotesi più favorevole, comunque, si tratterebbe di elementi al momento assenti dal piano. 2) Troppe incertezze sull’azionista di riferimento, mister Li, la cui figura non ha contorni chiarissimi. In ogni caso, se anche ci fosse un cambio di proprietà, resterebbe al momento il dubbio: Elliot vuole diventare il nuovo proprietario oppure vendere a sua volta? 3) Troppe incertezze sui ricavi futuri, soprattutto quelli cinesi: l’Uefa rimprovera il fatto che il piano del Milan si basi su entrate che non hanno conferma, considerato che il mercato cinese non è neanche partito.

GLI SCENARI - Adesso tocca ai giudici del panel giudicante. Hanno un’ampia lista di sanzioni. Certo, il deficit del Milan è alto, oltre 100 milioni nel triennio, quindi non è che si possa sperare in una mano leggera dell’Uefa. Stop al mercato, limitazioni della rosa, multa: sono tutte punizioni possibili, se non probabili. Naturalmente la peggiore sarebbe l’esclusione dalla coppe. La camera non ha fissato ancora la data, ma deciderà a metà giugno. E i tempi non potranno essere lunghi perché dal destino del Milan dipende quello delle altre italiane: quindi andranno rispettate anche le scadenza per le iscrizioni alle coppe. Comunque: l’Atalanta, 7°, passerebbe ai gruppi e la Fiorentina, 8°, al secondo preliminare. Come il Milan, hanno entrambe la licenza Uefa (da non confondere con il fair play, che riguarda soltanto requisiti economico-finanziari: si può essere in regola con la licenza ma non con il fair play).

LE NOVITÀ - E se qualcosa cambiasse da oggi alla sentenza? Se il Milan, mettiamo caso, concludesse il rifinanziamento, offrisse informazioni su Li o, comunque, sopraggiungessero nuovi importanti elementi? Non è detto che sarebbero utili. Il consiglio giudicante deve decidere sulle carte che ha in mano, legate alla decisione di oggi. Però può fare da "Cassazione" di se stesso: nel caso in cui questi nuovi elementi ci fossero, dovrebbe decidere se tenerne conto o meno. Il Milan ha poco meno di un mese per tentare di recuperare (forse) la situazione disperata contro la quale è sempre possibile l'appello al Tas di Losanna, che però dovrebbe decidere con procedura di estrema urgenza.


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