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"Mi chiamavano l'ignorante". Izzo convocato in Nazionale: la storia di un leone che mai si arrese!

Il racconto del calciatore: "Mamma diceva: 'Ho sognato papā, aveva ali grandi. Dice di stare tranquilli: diventi calciatore'. Non č stato semplice".


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

01/02/2019 22:00 - Altre notizie
Mi chiamavano l'ignorante. Izzo convocato in Nazionale: la storia di un leone che mai si arrese!
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Il ct della Nazionale Italiana Roberto Mancini ha diramato la lista dei convocati per lo stage azzurro del 4 e del 5 febbraio: c'è anche il napoletano Armando Izzo, difensore che ha deciso la sfida contro l’Inter la scorsa settimana. La sua storia è particolare, difficile, intensa. E' la storia di un leone che mai si arrese. 

Ricordate cosa disse Izzo raccontando la sua vita per nulla semplice? "Nelle intercettazioni mi chiamavano L’ignorante. 'Oh, l’ignorante non deve sapere nulla'. Avevano ragione, sono ignorante. E non me ne vergogno. Sono cresciuto a Scampia: papà lavorava anche 18 ore al giorno per garantirci una vita quasi normale. Poi una leucemia fulminante lo ha portato via. Aveva 29 anni, mia mamma 27 e io quasi 10. Sul letto di morte teneva stretto i miei 3 fratelli, tutti più piccoli. Stavo sulla porta, cercavo di non piangere. Da lontano mi ha fatto un cenno con la mano: diventavo il capofamiglia, altro che studiare. E infatti sbaglio i congiuntivi. Comunque, senza lo stipendio di papà siamo precipitati in miseria. Per mesi la mia cena è stata latte e pane duro. Saremmo finiti in braccio alla camorra, sempre in cerca di manovalanza, senza due miracoli".


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Poi per fortuna la vita di Armando Izzo svolta.

"Mia madre prese a fare le pulizie nelle case: le davano 6 euro l’ora. E non si fermava mai. Io ero bravo con il pallone: a 14 anni passai al Napoli. Mamma diceva: 'Ho sognato papà, aveva ali grandi. Dice di stare tranquilli: diventi calciatore'. Non è stato semplice. La promessa fatta a papà mi dava forza. A 16 anni il Napoli mi passava qualche centinaia di euro al mese. A questo si aggiungeva l’aiuto del mio procuratore, Paolo Palermo. Il resto è frutto di sudore e determinazione...". 

Le intercettazioni? Parlano chiaro, dicono che non dovevo sapere niente. Sono un ignorante certo, ma onesto..."

Un’adolescenza difficilissima - scrive Romanzo Calcistico su facebook - poi il periodo buio e adesso la meritata rinascita. Perché Armando Izzo lotta come un leone, Armando Izzo è sempre tra i migliori in campo nel Toro e ieri si è preso anche le luci della ribalta, con quel gol che ha deciso una partita importantissima. E non poteva mancare la speciale dedica: “È per mio padre, mi manca tanto”. Ma non preoccuparti, siamo sicuri che papà Izzo sarà fiero del suo leone!


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