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Messico e nuvole. Nessuno ha travisato Lozano, ma dimostri di meritare prima il Napoli, e poi...


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Messico e nuvole. Nessuno ha travisato Lozano, ma dimostri di meritare prima il Napoli, e poi...

Le recenti esternazioni di Hirving Lozano hanno creato stupore e disappunto tra i tifosi. Angelo Forgione ne parla nel suo editoriale per AreaNapoli.it.


In un momento in cui al Napoli sembra girare un po’ tutto nel verso giusto, alla vigilia di un ciclo che dovrà dire la verità sulle ambizioni dei ragazzi di Spalletti, sul Vesuvio sono giunte nuvole grigie dal Messico. Dall’altra parte del mondo, Lozano, idolo in patria, ha esplicitato chiaramente di ambire al salto in un club più grande del Napoli, e poi ha dovuto metterci una pezza con un post a tinte azzurre pubblicato sui suoi social. La sostituzione nel finale di Napoli-Torino, con il rientro accigliato negli spogliatoi dopo un mesto giro di campo senza passare per la panchina, è stata solo la spia di un malessere strisciante del Chucky, che da Ancelotti e Gattuso sentiva di ricevere più fiducia, traducendola in prestazioni sicuramente migliori di quelle che sta offrendo a Spalletti.

Non c’è bisogno di farne un caso, ma le parole chiariscono che il calciatore va recuperato, perché è un elemento di classe di cui il Napoli ha bisogno per provare a restare in lotta per lo scudetto.


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Detto ciò, è ovvio che scalare la cima del calcio europeo sia l’obiettivo di tutti i calciatori che si dicano importanti. Il Napoli non è lassù ma giusto un livello più in basso, e non è riduttivo chiarirlo, tutt’altro, perché si tratta di un club che nell’ultimo decennio si è issato esattamente al penultimo piano del calcio internazionale, oggi al diciannovesimo posto nel mondo per fatturato per la classifica Football Money League 2021 di Deloitte, al ventitreesimo nel ranking UEFA e al dodicesimo nella classifica mondiale dei migliori club del decennio 2011-2020 stilata dalla IFFHS (International Federation of Football History & Statistics). Società più grandi, quelle alle quali fa riferimento Lozano, sono certamente le grandi di Spagna, d'Inghilterra, il PSG e il Bayern. Lo sarebbero anche le tre grandi del Nord Italia, se non fosse che i loro fatturati, pesantemente zavorrati dalle spese per primeggiare, vengono messi in riga proprio dal Napoli, che in piena austerity, riesce a rispettare i canoni dell’equilibrio di bilancio coniugandoli con i risultati, leggasi oggi primato in classifica.

«Noi siamo il Napoli», esclamano i tifosi più orgogliosi, per i quali la maglia azzurra vale quanto quella del Real Madrid. Non è esattamente così, ed è legittimo che Lozano auspichi di approdare nel novero di quella decina di club che stanno più su, così come è accaduto in passato ai vari Lavezzi e Cavani, che però si sono guadagnati il PSG dimostrando all’Europa tutto il loro valore, ampiamente espresso in Azzurro. Anche loro non fecero mistero delle loro ambizioni, ma le nascosero tra le righe delle loro più attente dichiarazioni, all’insegna del “darò il massimo fino all’ultimo giorno a Napoli, al futuro non ci penso”, che è dialettica ben diversa dal “faccio parte di in un club molto competitivo ma la verità è che mi piacerebbe andare a giocare in un altro club più grande” pronunciato incautamente da Lozano nel momento in cui sta rendendo poco in campo, pur percependo, insieme a Insigne, Osimhen e Mertens, lo stipendio più alto della rosa dopo quello di Koulibaly. Per saltare nella top 10 dei club europei gli tocca fare la differenza in Italia, ed essere decisivo come lo furono Cavani e Lavezzi e come non lo è stato lui in questo brillante avvio di stagione del Napoli. Per questo, un’esternazione come la sua, in questo momento, era inopportuna, a meno che da Madrid non abbia già bussato Ancelotti, suo estimatore e tecnico che lo volle a Napoli.

Deve poi essersi reso conto delle conseguenze delle sue parole, Hirving, e allora ha inteso uccidere le polemiche provando a convincere di essere stato travisato – e non lo è stato – e a chiarire di essere felice a Napoli e al Napoli, probabilmente obbligato a farlo da chi non può obbligarlo al silenzio allorché si trova in ritiro con la sua nazionale. Non è però la Società a dispiacersi per le sue dichiarazioni quanto i tifosi.

Un piccolo strappo si aperto, inutile negarlo, e non si ricuce con i post riparatori di circostanza ma con le prestazioni. Lozano, anziché sognare la Spagna, si dia da fare per convincere Spalletti a puntare di più su di lui. Elevi il suo rendimento e faccia la differenza, e vedrà che poi nessuno si stupirà delle sue legittime ambizioni. Viceversa, si accontenti del Napoli, che non è proprio il massimo ma quasi. 


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Angelo Forgione
Giornalista e scrittore, autore perlopiù di saggi di cultura, costume e storia di Napoli e del Meridione. Appassionato napoletanologo e studioso dell'idioma napoletano, è anche grafico pubblicitario.
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