Logo AreaNapoli.it

Messi-Maradona, il post di Salvatore Setola è da applausi


,
Pubblicato nella sezione Altre notizie
Messi-Maradona, il post di Salvatore Setola è da applausi

Lionel Messi e Diego Armando Maradona, ovvero l'impossibilità di un paragone. L'analisi dello scrittore è tra le più belle lette fino ad oggi.


Salvatore Setola, scrittore, ha pubblicato un post in cui analizza il dualismo Maradona-Messi che tanto fa discutere in questi giorni tifosi e addetti ai lavori. Ecco quanto si legge: "Non occorreva certo la partita di ieri per stabilire che i numeri di Messi (vittorie, gol, presenze in nazionale) fossero superiori a quelli di Maradona, né a lui serve questo mondiale per essere accreditato come il numero 10 più forte del post Zidane, perché bisogna decidersi: il calcio è uno sport per prosatori e poeti - come diceva Pasolini - o per ragionieri che accatastano numeri e ingegneri che progettano cyborg sempre più infallibili nei prodigi tecnici? Messi di questa chirurgia superomistica è la massima espressione, insieme a Ronaldo e Mbappe, e nessuno glielo toglie".


PUBBLICITÀ

"Non è certo colpa sua se da qualche anno il calcio non è più materia per Omero ma affare di algoritmi e data analytics, nondimeno questo pallone robotico senza fantasia - che continuiamo a guardare perché siamo tossici e confidiamo nell'emozione del bug di sistema, che si chiami Jamie Vardy o Sofyan Amrabat  - non potrà mai eguagliare il vecchio pallone dell'epica. La differenza è che nel pallone moderno sono scomparsi gli eroi da tragedia greca, e Maradona lo era: un Dio fallibile che redime due popoli, unendo due mondi come Garibaldi perché il calcio allora era la continuazione della guerra con altri mezzi, e per riuscirci diventa carne fragile, come ogni carne, soffrendo di dipendenze, morendo di solitudine, risorgendo a Usa 94 per poi essere venduto dalla FIFA per trenta denari ben oltre le proprie colpe". 


PUBBLICITÀ

"Il punto della questione è tutto qui: i cyborg non producono storie, non producono poesia né mitologia, non accendono la fantasia narrativa che è una cosa molto diversa dalla narrazione: quella riguarda i cyborg e l'enfasi con cui deve essere propagandata ogni loro giocata altrimenti il racconto da solo non sta in piedi e perde di interesse; diverso è il romanzo popolare del Marocco per esempio, che non ha bisogno di Adani perché si racconta benissimo da solo o al limite necessita di scrittori veri come fu Norman Mailer per Muhammad Alì. Poi per carità uno può vedere la poesia pure nell'andare a capo senza metrica di Franco Arminio, ma l'atto poetico è un'altra cosa. Ezra Pound spiegava a Hemingway che esisteva una sola parola e che il vero poeta la trovava. Maradona era quella parola, l'unica parola possibile in quel determinato momento".

"Perciò nascono la Mano de Dios e il Gol del siglo, perciò nasce quella misteriosa punizione a due in area contro la Juve, e pensiamoci: oggi dove si vedono più le punizioni a due in area? Dove appaiono più gli aquiloni cosmici che spontaneamente salivano in bocca al telecronista uruguagio Victor Hugo Morales? Quelli di Maradona erano atti più vicini a Duchamp che prende un orinatoio e lo trasforma in scultura che alla meccanica calcistica in senso stretto di cui Messi è il padrone 2.0. E proprio per questo non è e non sarà mai Maradona; non può esserlo, non è una questione tecnica o burocratica, di se vince un mondiale o meno. È la differenza che c'è tra Paolo Rossi e Pippo Inzaghi che ha segnato molto di più e ha vinto tutto, ma Pablito che ritorna dall'inferno del calcio scommesse avendo tutta la stampa contro che voleva Pruzzo al suo posto; Pablito atteso paternamente da Bearzot come un Godot che abbiate fiducia, stavolta arriva, e arriva contro il Brasile di Socrates, Falcao e Zico, rinasce e sboccia ancora e unisce una nazione divisa dagli anni di piombo, ma quale Haaland potrà mai raccontarlo coi suoi 50 gol a stagione?"

"E Cristiano Ronaldo schiacciato dal culto dell'immagine, della perfezione atletica, della prestazione massima possibile tanto da non voler accettare che la macchina del corpo invecchia e perde colpi, potrà mai spiegarci il dispendio di Bataille, questo antico bisogno umano di elargire se stessi fino allo spreco che George Best conosceva benissimo pur non avendo mai vinto un Europeo e non avendo letto Bataille?"

"Forse i napoletani maradoniani sono puerili e pure miscredenti quando temono che Messi, vincendo il mondiale, possa oscurare Dios e il suo regno, ma lo sono di più quelli che aspettavano finalmente di vedere un Messi decisivo al mondiale per certificare - numeri alla mano - che il più grande giocatore argentino della storia non si chiama Diego Armando e tante pernacchie ai maradoniani e al loro mito. Accecati dalle statistiche, questi però si perdono un pezzo, la vera mistica del calcio: è vero, stiamo parlando di artisti della palla, ma tutta la perfezione classica di questo mondo e il successo internazionale nell'Europa Napoleonica non hanno mai fatto del pur grande Canova un dito di Michelangelo".


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00