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Messi e l'aspetto peggiore che sta venendo a galla in nome di Maradona


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Messi e l'aspetto peggiore che sta venendo a galla in nome di Maradona

Ormai ad ogni tocco di palla di Messi si scatenano commenti velenosi, offese e paragoni improvvidi con il più grande calciatore di sempre.


Partiamo da un presupposto: Maradona è ben oltre il calcio, di lui ricordiamo tutto, compresa la voce nelle diverse fasi della sua vita. Migliaia gli imitatori che ancora oggi conservano o inseriscono Diego nel loro repertorio. Chi di voi, invece, ricorda la voce di Messi? Quante volte ha parlato in vita sua pubblicamente? Quali argomenti delicati ha mai affrontato? E anche sul terreno di gioco - lo sa bene anche Leo - non c'è spazio per un paragone tra l'attuale calciatore del PSG ed il Pibe de Oro. Lo stesso Messi ha ribadito che mai potrà avvicinarsi al più grande di tutti (leggi qua). Fatta questa doverosa premessa, che senso ha questo accanimento contro la Pulce in nome di D10s? 


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L'attuale numero 10 dell'Argentina potrà vincere anche il Mondiale, ma mai si avvicinerà a Maradona perché non è questione di continuità, di numeri, di titoli vinti: tra i due il confronto è semplicemente impossibile. Jorge Valdano l'ha risolta dicendo che se Maradona aveva il pallone incollato al piede, Messi ha il piede dentro al pallone. Lo stesso Valdano, però, ha sempre ribadito che tra i due terrebbe stretto il 10 di Messico '86. Partita chiusa anche in questo caso. Tra l'altro "Messi con il piede nel pallone" dà l'idea di qualcosa da nascondere con una certa "invasione innaturale". Maradona, invece, non si è mai nascosto in nulla, non ha mai invaso, ma ha sempre rispettato e accarezzato il pallone. E se lo teneva incollato al piede era per fargli sentire la sua protezione incondizionata come un padre con il figlio. Diego nel pallone non entrava, ma dal pallone faceva uscire il mondo intero. Maradona è il pallone che si specchia in Diego.


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Ora molti argentini difendono ovviamente Leo e lo esaltano, ma è giusto ricordare che per tanti, prima che l'Argentina vincesse la Copa America, Messo era "Frionel" e "Pecho frio"... Ora lo mettono sul piano di Diego. E magari se non dovesse vincere il Mondiale tornerà ad essere "vomitino". E' questo l'aspetto peggiore che sta venendo a galla. Messi non merita nessun tipo di accanimento, soprattutto in nome di Maradona. Messi è Messi, ovvero il più grande calciatore degli ultimi 15 anni senza se e senza ma, il più bello da vedere. E' sufficiente mettere da parte i paragoni e tutto fluisce nel migliore dei modi. E Messi non merita nemmeno di essere lo strumento per vomitare veleno contro Maradona, Napoli e i napoletani. Chi vuol capir, capisca.

Infine si sta un po' esagerando con la storia dell'Argentina antisportiva con gli olandesi. Prima di parlare bisognerebbe approfondire l'argomento, ricordare il rapporto tra Van Gaal e Riquelme, leggere le parole e le provocazioni dello stesso Ct olandese e degli orange a Lautaro prima del rigore decisivo. E' giusto riportare tutto prima di sparare "sentenze". E infine sarebbe bello che tra i moralisti a direzione unica nei confronti dei calciatori dell'Argentina che, sbagliando, hanno irriso gli avversari dopo la vittoria, non ci fosse nessuno dei famosissimi "hij*s de p*ta" di maradoniana memoria che all'Olimpico di Roma, prima di Argentina-Germania, finale del Mondiale "Italia '90", fischiarono l'inno nazionale della squadra sudamericana. Un atto ignobile per il quale provare tanta vergogna.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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