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Mertens, Spalletti, De Laurentiis: l'aspetto che non torna, la proposta più bella e l'illusione che resiste


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Mertens, Spalletti, De Laurentiis: l'aspetto che non torna, la proposta più bella e l'illusione che resiste

Dries Merten non giocherà più nel Napoli, una vera e propria doccia fredda per i tifosi partenopei che hanno sperato fino alla fine che potesse restare.


La vicenda Mertens si è chiusa nel peggiore dei modi, con un saluto fugace in un'intervista in ritardo da parte del presidente De Laurentiis alla radio ufficiale. In questo momento è fondamentale restare lucidi e riavvolgere i nastri per fare chiarezza su quanto accaduto. Partiamo dal patron che ha il diritto di contrattare come vuole con Dries e che può scegliere legittimamente di non rinnovare alle cifre richieste dal calciatore per tutelare gli aspetti finanziari del club. Tra l'altro parliamo di un ragazzo di 35 anni (che va verso i 36) che il tecnico Luciano Spalletti vede al massimo come riserva. A proposito del mister, in quanto responsabile dei risultati sportivi, può e deve scegliere come meglio crede ed è pagato per questo, tuttavia serve rispetto per chi ha scritto la storia recente di questa squadra. Lo scorso anno, per minuti giocati e goal realizzati, Mertens è secondo solo a Ciro Immobile. L'allenatore lo ha sfruttato poco e male, e questo è evidente. Ora il mister vuole i giovani e può avere anche ragione, ma resta la macchia di un trattamento per nulla consono ad una leggenda.

Capitolo Mertens: è integro nonostante l'età e può chiedere quanto gli pare, altro che giocare gratis per amore del Napoli. C'è chi fa improvvidi paragoni con Ibra - che si taglia lo stipendio per il Milan - il quale a 40 anni prende ancora 6-7 milioni a stagione. Dries è un professionista e deve cercare in giro il meglio per sè e per la sua famiglia. 


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Fatte queste premesse da tutti i lati possibili o quasi, l'unico aspetto che non torna riguarda il modus operandi del club che ha gestito l'addio dell'attaccante più prolifico della storia del Napoli come se fosse uno qualunque. Così non va bene: non bastano interviste in ritardo o post su facebook per colmare voragini sul piano della comunicazione. E non reggono nemmeno le tesi di coloro che sostengono che il club ha provato fino in fondo a rinnovargli il contratto. Non è credibile che con un calciatore simile i tempi si siano dilatati in questo modo: era così difficile confrontarsi a dicembre? Mertens è Mertens: gli infortuni, i rapporti con l'allenatore ecc. ecc. vanno sì messi sulla bilancia ma ricordando che si parla di un uomo simbolo, di un riferimento assoluto per la squadra e per i tifosi. 

Ora la proposta più bella che gira in rete è quella di aprire lo stadio Maradona per lui, dare le chiavi a Mertens per qualche ora e di permettere gratuitamente a chi vorrà, di salutarlo come merita. E c'è chi, inoltre, crede ancora che sia tutto uno scherzo ed ha l'illusione che il colpo di scena sia ancora possibile. Non sarà facile abituarsi all'idea di non vedere più Ciro in maglia azzurra.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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