Logo AreaNapoli.it

Merlino, lo sa che l'Ospedale Incurabili di Napoli sfuggì alla peste per il rigore igienico-sanitario?


,
Pubblicato nella sezione Altre notizie
Merlino, lo sa che l'Ospedale Incurabili di Napoli sfuggì alla peste per il rigore igienico-sanitario?

Hanno fatto discutere le parole della giornalista Myrta Merlino sull'eccellenza sorprendente della sanità napoletana, ma forse le sfugge qualcosa...


Myrta Merlino ha fatto discutere, la conduttrice dei canali LA7, nella giornata di ieri ha parlato con stupore dell'eccellenza medica e sanitaria di Napoli, in questa ondata emergenziale. Ma la signora, forse, non conosce a fondo la storia dell'ex Capitale del Regno Borbonico, che ha sempre brillato nel campo delle arti, della medicina, delle scienze. L'Ospedale Santa Maria del Popolo degli Incurabili, infatti, tra i più antichi al mondo, costruito in epoca barocca dalla nobildonna Maria Longo, è tra le istituzioni ospedaliere più brillanti del panorama medico mondiale da secoli. Ora, però, per colpa dei sanguinosi tagli alla Sanità è abbandonato a sé stesso.


PUBBLICITÀ

Rirtorna alla mente una storia, che riguarda l'ospedale napoletano, al centro della vicenda vi è proprio il rigore igienico. Quello che si richiede in questi giorni drammatici per il nostro paese. Salta all’occhio, proprio in questo momento, la straordinaria storia della Cittadella degli Incurabili, che nel 1527 fu risparmiata dalla peste mietitrice di vittime in tutto il Vecchio Continente. All'epoca si gridò al miracolo, ma come evidenzia Gabriella Ronza, su Pupia Tv, non fu esattamente questo che permise alla Cittadella di restare illesa dall'epidemia, anche se la fondatrice del complesso, Maria Lorenza Longo, un miracolo lo aveva ricevuto per davvero, quando nel 1510 nella Santa Casa di Loreto riacquistò l’uso delle gambe che aveva perso a causa di una gravissima malattia. Fu per questo che si consacrò a vita spirituale, dedicando la sua vita ai poveri e ai malati e fondando, nel 1522, la Santa Casa degli Incurabili.


PUBBLICITÀ

La Longo, però, non era solo donna di fede, era anche donna di sapienza e praticità. Seguendo il detto “Aiutati che Dio ti aiuta”, in un’epoca così lontana dalla nostra, aveva già capito che il segreto per una buona salute era anche il luogo in cui la salute veniva curata. Nel 1527 applicò misure igieniche severissime: ogni malato aveva un proprio letto e/o spazio ed era posto a una certa distanza (invalicabile) dal vicino; i locali venivano costantemente areati e, a una certa cadenza, si praticava la pulizia delle corsie e della biancheria. Con questi accorgimenti, la Cittadella non fu toccata dalla peste né dalla carestia.

L’opera della Longo non si fermò a questo, ella tentò perfino di frenare il dilagare della piaga delle malattie veneree, cercando di “recuperare” le prostitute, rieducandole per un matrimonio o istruendole a “infermiere” dell’ospedale (comunità delle convertite). Una “leggenda” veritiera che ci dimostra la forza di una donna di fede e di “scienza” e di una città portatrice di valori comportamentali rivoluzionari, troppo spesso dimenticati.


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00