Mele: "Anguissa non è un caso, il punto è che abbiamo deciso perché si è fatto male"

Silver Mele ha parlato di Zambo Anguissa, ancora infortunato e delle voci che girano sul suo mancato rinnovo con il Napoli.
Zambo Anguissa è fermo per infortunio, difficilmente recupererà per la sfida di campionato contro la Fiorentina di Vanoli, reduce dal successo in Coppa Italia contro il Pisa. Ma negli ultimi giorni si parla molto del mancato rinnovo contrattuale del calciatore con il club azzurro.
Mele: "Anguissa, abbiamo già deciso perché si è fatto male"
Proprio su questo si sofferma il giornalista Silver Mele, attraverso i suoi canali social: "Un pallone non controllato diventa un segnale. Un fastidio muscolare diventa un sospetto. Un allenamento differenziato diventa una prova. Un rinnovo che non arriva diventa la spiegazione di tutto. E così, prima ancora di sapere, abbiamo già deciso. È uno dei paradossi del calcio di oggi: non ci basta più ciò che vediamo. Vogliamo sapere cosa ci sarebbe dietro. E quando non lo sappiamo, spesso lo immaginiamo. Salvo poi trattare la nostra supposizione come se fosse una verità".
"Anguissa a San Siro era esausto"
Inoltre, ha aggiunto: "Anguissa ha giocato un finale di partita a San Siro da calciatore esausto. Sul pallone di Lucca è arrivato al limite, ha mancato una giocata e si è fatto male. Il fastidio è rimasto e ora si allena in maniera differenziata. Questo è ciò che sappiamo. Poi c’è il contratto. Una trattativa che, alle condizioni attuali, non sembra destinata a trovare una soluzione. Anche questo è un fatto. Il resto è interpretazione. E qui dovrebbe cominciare la nostra prudenza".
"Il campo viene prima della firma"
"Perché davvero vogliamo credere che un professionista possa entrare in campo con il pensiero: oggi non do tutto perché non mi hanno ancora rinnovato? Davvero immaginiamo che un calciatore internazionale, nel momento in cui indossa una maglia, possa separare l’agonismo dal resto della propria vita con un interruttore? Io credo esattamente il contrario. Credo che il calcio, quando è ancora calcio, sia una delle poche cose nelle quali il corpo non riesce a mentire a lungo. Quando sei dentro una partita, corri perché vuoi arrivare prima. Contrasti perché non vuoi perdere quel pallone. Ti rialzi perché vuoi continuare. Non perché hai già risolto il tuo futuro contrattuale. Il campo viene prima della firma".
"Un professionista può avere ambizioni diverse"
"E c’è un’altra cosa che dovremmo imparare a rispettare: un professionista può avere ambizioni diverse dalle nostre. Può chiedere più soldi. Può non essere d’accordo con una proposta. Può pensare al proprio futuro. Può persino decidere, un giorno, che quel futuro non sarà più a Napoli. Tutto legittimo. La sua professionalità, però, non può essere messa sotto processo sulla base di un retropensiero. Anguissa ha 178 presenze e 15 gol con il Napoli. Ma al di là dei numeri, c’è una cosa che dovrebbe pesare più di qualsiasi teoria: ogni volta che è entrato in campo, la sua storia con questa maglia è stata scritta con il sudore".
"Rispetto per i calciatori"
"Se domani giocherà male, lo si potrà criticare. Se sbaglierà, lo si potrà discutere. Se la trattativa per il rinnovo fallirà, se ne potranno analizzare le ragioni. Ma attribuirgli oggi uno scarso impegno senza avere una prova significa fare qualcosa di molto più semplice che raccontare la verità: costruire una verità comoda intorno a un sospetto. E forse il calcio avrebbe bisogno di meno tribunali e di un po’ più di rispetto. Rispetto per chi gioca. Rispetto per chi si allena. Rispetto per chi tratta un contratto".
"Carriera non si giudica attraverso sospetto"
"E soprattutto rispetto per quella cosa che dovrebbe restare sacra: la differenza tra ciò che sappiamo e ciò che immaginiamo. Perché un pallone può uscire. Un rinnovo può saltare. Un muscolo può fare male. Ma una carriera non si può giudicare attraverso il sospetto". Ha chiosato Mele.








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