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MEDIASET - Sarri atteso al varco dai comunicatori, usò pericolosamente l'aggettivo "imbarazzante"

Il giornalista nel suo editoriale odierno ha messo in evidenza la situazione che sta vivendo Sarri alla Juventus.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

05/09/2019 14:05 - Altre notizie
MEDIASET - Sarri atteso al varco dai comunicatori, usò pericolosamente l'aggettivo imbarazzante

Luca Momblano, nel suo editoriale su sportmediaset.it, si sofferma sulla figura di Sarri, mettendo in evidenza la comunicazione del tecnico ex Napoli: "Maurizio Sarri atteso al varco dai cultori del verbo comunicare, secondo i quali - e non ho dati per confutare, ma solo per osservare - nel calcio drogato dall’avvento di Mourinho in Serie A questo “fondamentale” pesi per il 50% di ciò che vediamo in campo, perché a loro volta incidono le testate giornalistiche e dunque i giornalisti, in un calcio in realtà sempre più senza filtro nel trasferire la propria vetrina d’esposizione direttamente al pubblico, che a sua volta ha gli strumenti per restituire autonomamente qualcosa (di apparentemente diretto) ai protagonisti. Ecco, Maurizio Sarri ha parlato per l’ultima volta con i media il 10 agosto scorso a Stoccolma nell’immediato dopogara dell’amichevole con l’Atletico Madrid".

Ecco quanto rivelò il tecnico: “Situazione sotto gli occhi di tutti: abbiamo sei calciatori da tagliare per la Champions e il mercato non ci viene incontro. Non è né questione di scelte di Sarri né questione di scelte di Paratici, e magari, se venderemo, andrà via qualcuno che non vorremmo cedere”. Questo il riassunto. Di seguito la sintesi degli eventi successivi: l’unico a uscire (in prestito) è Luca Pellegrini, e sono cinque; Pjaca e Perin, lo annuncia preventivamente a quindici giorni dalla chiusura del mercato lo stesso Paratici, sono giocatori infortunati e dunque non accasabili, e ne restano tre. La decisione del club la si percepisce a una settimana dal gong, mentre arrivano due successi che ricollocano Khedira e Matuidi là dove erano un anno fa: Mandzukic e Rugani sono i due destinatari espliciti della casella esclusioni, l’infortunio di Chiellini riposiziona Rugani (nel frattempo scalzato da un Demiral impressionante in allenamento) e la bagarre sull’ultimo nome si decide come tutti sappiamo".


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"Un Sarri quindi profeta, che usò pericolosamente l’aggettivo “imbarazzante” in un ambiente che rigetta di esporre eventuali punti deboli. E’ sempre stata la forza della Juventus questa capacità. Un Sarri che poi riappare, dopo due settimane abbondanti di quarantena, proprio attraverso le parole di Emre Can: è il mister a comunicargli l’esclusione, è (pare) il mister stesso ad averlo assicurato dopo Parma, e con il Psg alle costole (ma il club transalpino e il centrocampista ex Liverpool non risultano mai essere stati così vicini come invece si lascia intuire), assicurazione verbale ma anche illusoria per Can dopo esser stato coinvolto presto - primo cambio non forzato - sul 2-0 nell’importantissima partita contro il Napoli. Sarri dunque tirato in ballo per il bavero, assurto a soggetto attivo e “colpevole” nel momento in cui il lavoro nell’ombra aveva bisogno di rimanere tale se non altro per lasciare quelli di cui sopra, quelli che aspettano con il fucile puntato le sue parole antinconvenzionali di calcio, di commento, parole che invece gli juventini attendono con ansia per dimostrare al mondo e a se stessi ancora una volta che la Juve può tutto. E che nelle relazioni esterne non ha eguali. La Juve che, come disse un grande dirigente al momento della scelta di un allenatore del passato che non convinceva troppo la piazza: “Mi chiedi se è bravo? Se non è bravo, lo facciamo diventare bravo noi”. E quando a Torino dicono bravo, ve lo garantisco, intendono bravo in tutto. E il triangolo di cui sopra, con il campo come vertice alto, diventa all’improvviso di una normalità assordante. Prima accadrà, meglio è".


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