Mazzocchi dalla "paranza" alla Nazionale: e basta con questa fastidiosa narrazione. Juliano di dov'era?

Mazzocchi si è conquistato la Nazionale con sudore e sacrificio, ma anche grazie alle sue doti tecniche: non ha mai elemosinato nulla.
Negli ultimi giorni si parla tantissimo della convocazione del calciatore della Salernitana Pasquale Mazzocchi nella Nazionale Italiana di Mancini: una bella storia, ma l’apologia del "napoletano che viene del quartiere difficile che ce l’ha fatta" e la narrazione annessa è diventata alquanto fastidiosa. Questo ragazzo classe 1995, terzino destro con grandi capacità tecniche ed atletiche, se l’é conquistata con la sua bravura questa benedetta chiamata e non ha mai elemosinato nulla. Se fosse stato di Quarto Oggiaro pure si diceva lo stesso?
Come se poi nel suo quartiere d'origine, Barra, non potessero nascere calciatori, ma soltanto criminali, uomini di "paranze" o portatori di "Gigli". A lor signori andrebbe ricordato che nel 1942, nel vicinissimo Quartiere di San Giovanni a Teduccio é nato un altro grandissimo calciatore, figlio di salumieri, che ha fatto la storia del Napoli da calciatore e dirigente, e pure con la Nazionale Italiana, con cui vinse il campionato d’Europa 1968 e arrivò secondo con l'Italia a Messico '70.
La "leggenda" Totonno Juliano, che Dino Zoff definiva: "Tipo tosto, persona autentica, con un temperamento da condottiero". I soliti narratori benpensanti, andassero a rileggersi un po' di storia prima di raccontarci sempre le solite...








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