Massimo Troisi e quel desiderio che faceva impazzire i napoletani

Il mito di Massimo Troisi è più vivo che mai. Sui social i fan sono molto attivi, sia su Instagram che su facebook. Ed ogni giorno emergono ricordi e dettagli strepitosi.
Sono ormai passati tanti anni da quell'infame 4 giugno del 1994 quando l'immenso Massimo Troisi volò verso altri lidi come il più delicato dei poeti della risata. I suoi ammiratori non guariranno mai, quel dolore può solo aumentare. L'unica medicina è provare a capirlo per trovare una mediazione sopportabile. C'è un passaggio della sua filosofia che andrebbe studiato - come del resto la sua vita - in tutte le scuole di Napoli. "L’uso del napoletano era un fatto ideologico, era una difesa, era il desiderio di non accettare le regole, per non tradire la mia cultura, le mie origini". Le sue parole nel corso di un'intervista.
Era questo suo "desiderio" che faceva impazzire i napoletani che vedevano in lui un simbolo, un riferimento, un presidio fondamentale per affermare la propria appartenenza. Su Instagram la pagina ufficiale di Troisi annovera oltre 112mila followers, mentre su facebook manca poco per i 400mila. Qualche tempo fa proprio su facebook c'era una pagina che raccoglieva oltre un milione di fan, tuttavia pubblicava contenuti indecenti. Che ora, finalmente, è stata oscurata. "Io non mi sento rapportato ai napoletani, io sono napoletano e non lo devo spiegare a nessuno", aggiunse in un'intervista a Marzullo. Gli anni passano e se ne vanno, Troisi - grande tifoso di Napoli e del Napoli - resterà sempre.








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