Massimo Ranieri, il retroscena: "Vivevamo in 10 in una stanza. Poi a 12 anni..."

In un'intervista al Corriere della Sera, Massimo Ranieri ha rivelato alcuni aneddoti relativi alla sua vita.
Intervistato in esclusiva a Il Corriere della Sera, Massimo Ranieri ha parlato della sua infanzia difficile: "Ho iniziato a lavorare a 7 anni, facendo tutti i mestieri possibili: il garzone, il barista, il panettiere, e poi mi esibivo con la mia vocina nei ristoranti e le mance erano preziose… insomma, mi arrangiavo perché in casa eravamo tanti: 8 figli più due genitori, 10 persone in una sola stanza. In fondo al letto grande di papà e mamma, dormivamo io e mio fratello, poi c’erano tre lettini per le sorelline femminucce… e poi c’era un cesso".
"Quel bambino di tanto tempo fa ogni tanto bussa alla mia porta quando non ho tanta voglia di lavorare. Mi dice: forza, muoviti, vai a fare le serate… È lui che mi dà la spinta a proseguire e gioca con i miei spettacoli, i viaggi, gli alberghi, gli applausi, gli autografi. Mamma non ci credeva, era una donna con i piedi per terra" ha aggiunto il cantautore napoletano.
Poi il racconto di Massimo Ranieri sull'inizio della carriera: "Papà mi incitava a provarci, aveva intuito il mio potenziale, anche perché da ragazzo suonicchiava la tromba, e sono certo di aver ereditato l’amore per la musica proprio da lui, dal suo dna. Però la volta che firmai il mio primo contratto, a soli 12 anni, con una casa discografica, a momenti sviene… per le 300 mila lire che mi avevano dato come acconto. Lui guadagnava a malapena 30 mila al mese!".






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