Maradona-Pelč, una poltrona per due: gli incontri, le offese pesanti e le citazioni

Diego Armando Maradona e Pelč, i piů grandi calciatori di sempre, ora di nuovo insieme nell'olimpo degli Dei del calcio.
Diego Armando Maradona quando si rivelò al mondo nel 1976, il presidente dell'Argentinos disse "Oggi non ha debuttato il nuovo Pelé, oggi ha debuttato Maradona, e un giorno mi chiederete ma ci sarà un nuovo Maradona?". Per Diego il Re brasiliano è stato sempre termine di paragone sviato brillantemente già dai primi anni: "Io voglio essere Maradona, non il successore di Pelè". Si incontrarono la prima volta nel 1979 in Brasile, si rispettavano molto, Pelé scrisse una lettera piena di consigli al giovane Diego che lo metteva in guardia sulle insidie mentali di un calcio diventato industria rispetto ai suoi tempi. Diego dominò il mondo a Messico 86 e lì per tutti divenne termine di paragone assoluto, basti sentire le telecronache dell'epoca dalla RAI alla BBC che lo eleggevano migliore di sempre.
Sulla questione hanno litigato con battute al cianuro per anni, offese irripetibili per la felicità di giornalisti e opposte fazioni, se ci fossero stati all'epoca sarebbero stati la gioia dei social media manager di tutto il mondo. Pelé è stato immenso ha svettato più di tutti nella Nazionale di calcio più forte di tutti i tempi, ha vinto tre mondiali (anche se nel 62 giocò pochi minuti, e Garrincha si prese il suo scettro di Re del Mondo). Non è venuto in Europa è vero, ma all'epoca molti giocatori del campionato brasiliano vennero in Europa, e fecero quasi tutti la differenza, figuriamoci lui che in Mondiali ed Intercontinentali aveva annientato le squadre europee. Poi ha difeso questa sua leggenda diventando istituzione legando il suo nome alla FIFA, scegliendo di non essere contro come Maradona, Alì o Ayrton Senna.
Per Diego questo non era ammissibile: "Sei il più grande, ma poi vai a braccetto con chi non fa nulla per il calcio, anzi che cerca di sporcare la purezza della palla". Maradona è stato il suo opposto ha giocato con gli ultimi e per gli ultimi, ha vinto meno ma in contesti più difficili, in un calcio atletico quasi quanto l'attuale con regole che sfavorivano la qualità. Pelé ha reso il calcio lo sport più bello al mondo lo ha evangelizzato lo ha diffuso come il miglior apostolo possibile, Diego col suo genio è andato oltre il calcio stesso. Mozart (Diego) Beethoven (si definì lui stesso così, Pelé) sono e saranno di qui all'eternità il suono più bello emesso da un pallone da calcio. Quando D10S lo anticipò di due anni O'Rei disse: "Giocheremo insieme in paradiso, nella stessa squadra". Immaginiamo Pelé che segna in rovesciata dopo una serpentina e un assist di rabona di Diego, lo spettacolo più grande del Mondo, altro che il Big Bang!







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