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Maradona, messaggio d'amore inedito per Napoli: "Vivo un sogno". Il tassista ubriaco e il carro funebre


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Maradona, messaggio d'amore inedito per Napoli: Vivo un sogno. Il tassista ubriaco e il carro funebre

Diego Armando Maradona nel 1984 divenne un giocatore del Napoli, una trattativa lunga e ricca di retroscena inediti.


Diego Armando Maradona ed il Napoli, un amore nato da lontano, ben prima che il Pibe de Oro calcasse il prato dello stadio San Paolo. Un sentimento forte, viscerale: "Napoli è come me", confessò l'indimenticato numero 10, nel lontano 1984, anno in cui vestiva ancora la maglia del Barcellona. A raccontarlo è Antonio Corbo, giornalista de La Repubblica. Ai microfoni di Canale 21, il noto cronista ha svelato interessanti retroscena sull'approdo del campione argentino al club azzurro: "Ero a bordo di un Boeing 727, ero andato a seguire la Nazionale Italiana in Canada: aveva giocato e vinto un'amichevole a Toronto. Stavamo per tornare ma, proprio mentre io e i miei colleghi stavamo prendendo i bagagli dalla cappelliera, sentii l'allora presidente della Federcalcio, Federico Sordillo, dire a Carlo De Gaudio: "Quel pazzo di Corrado Ferlaino mi ha svegliato stanotte alle 4:00, sai cosa mi ha rivelato? Che vuole prendere Maradona!'. Del Gaudio già lo sapeva, perché Ferlaino lo conosceva bene, avevano parlato. Di tutta risposta, replicò: 'Guarda, non è proprio sbagliato, anzi...', e infatti fu l'affare del secolo. Con 13 miliardi, il Napoli passò ad un fatturato di 36. A quel punto, mi rivolsi subito a Franco Esposito, Filippo Garcia e Bruno Gentili e insieme decidemmo di andare nel New Jersey a cercare Diego, a quel tempo in America col Barcellona".


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Corbo ha poi aggiunto: "C'era anche Darwin Pastorin, con noi? No, lui venne in un secondo momento, dopo tre giorni. Noi andammo in albergo, buttmamo via le valigie e ci fiondammo in un taxi. Per nostra fortuna, era guidato da un polacco ubriaco che condusse l'auto ad altissima velocità e ci portò allo Sheraton Hotel del New Jersey in pochissimo tempo: lì trovammo Maradona e riuscimmo a scambiare qualche battuta con lui. Erano le 14:00 locali, le 20:00 in Italia. Diego era squalificato, quindi non seguì la squadra. Era diverso da come lo ricordavo, quasi 'dolciastro' nel suo modo di esprimersi. Ci disse: 'Il Napoli vuole comprarmi? Io sto vivendo un sogno: Napoli sente il calcio come lo sento io, sono felicissimo all'idea di andare a giocare lì... Non vedo l'ora!'. Mancavano ancora 40 giorni, la trattativa si complicò, ma sappiamo tutti che andò a buon fine. Dopo quel colloquio con Maradona, dissi ai miei colleghi, a bassa voce: 'Ma questo parla come Julio Iglesias...'. Poco dopo, però, capii che si trattava di un 'hombre vertical'. L'episodio del carro funebre? E' divertente ed anch'esso è legato a Diego. Quando venne Pastorin, il quarto giorno in America, ci recammo nuovamente da Maradona per parlare del Napoli e fargli firmare una maglia. Non ci andammo in taxi ed al ritorno avemmo qualche problema. Quel giorno, infatti, c'era lo sciopero di tutti i mezzi pubblici. Stemmo mezz'ora a discutere in inglese con il portiere della reception. Alla fine, spazientito, non potendo nemmeno prendere un'auto a noleggio, perché non se ne trovavano, gli dissi: 'Scusate, ma oggi la gente non può neanche morire, nel New Jersey? Fateci parlare con chi guida un carro funebre...'. Così feci, arrivò una limousine dell'agenzia funebre, una vettura lunghissima, e ci riportò via", ha concluso Corbo, al termine del suo racconto, nel corso della trasmissione Campania Sport.


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Gianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.
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